Diario di bordo

Giorno 459

Ciao a tutti/e, come state? Spero tutto bene…
Qui è iniziata la stagione delle piogge e per gli spostamenti avremmo bisogno dell’arca di Noè. Però, quando piove, Mongoumba si ferma (come tutta la Repubblica Centrafricana credo); i bambini e i maestri non vengono a scuola, in giro non c’è nessuno, e noi possiamo dormire tutto il giorno al suono della pioggia che cade e pensare a tutti voi che siete in Portogallo, in Polonia, in Italia, in tutto il mondo. La missione ha i suoi pro e i suoi contro…

ESPERGESIA

Yo nací un día
que Dios estuvo enfermo.

Todos saben que vivo,
que soy malo; y no saben
del Diciembre de ese Enero.
Pues yo nací un día
que Dios estuvo enfermo.

Hay un vacío
en mi aire metafísico
que nadie ha de palpar:
el claustro de un silencio
que habló a flor de fuego.

Yo nací un día
que Dios estuvo enfermo.

Hermano, escucha, escucha…
Bueno. Y que no me vaya
sin llevar diciembres,
sin dejar eneros.
Pues yo nací un día
que Dios estuvo enfermo.

Todos saben que vivo,
que mastico… Y no saben
por qué en mi verso chirrían,
oscuro sinsabor de ferétro,
luyidos vientos
desenroscados de la Esfinge
preguntona del Desierto.

Todos saben… Y no saben
que la Luz es tísica,
y la Sombra gorda…
Y no saben que el Misterio sintetiza…
que él es la joroba
musical y triste que a distancia denuncia
el paso meridiano de las lindes a las Lindes.

Yo nací un día
que Dios estuvo enfermo,
grave.

César Vallejo

In questa notte profonda, densa, cupa, appiccicaticcia, penetrante, spesso desolante e sconfortante che avvolge tutta la Repubblica Centrafricana, ci sono dei lampi di luce abbagliante che dura solo un istante. Lampi di fucili, di spari, di armi, di granate seguite da un tremendo frastuono. E lampi di ESPERGESIA, lampi GENERATORI di SPERANZA.
A Bangui, nel quartiere Km 5, nella parrocchia Nostra Signora di Fatima (dove ho vissuto 45 giorni e studiato il sango), nel giorno della solennità di San Giuseppe Lavoratore (1 maggio), durante la messa sono risuonati lampi di fucili, di spari, di armi, di granate. Un attacco ben pensato e programmato da persone che vogliono che questa notte continui in eterno… 16 vittime!
Abbiamo immediatamente percepito che il rombo del tuono della deflagrazione è risuonato in tutto il mondo (qualcuno ci ha scritto dal Brasile); abbiamo sentito il calore della vostra vicinanza. Noi stiamo bene, non siamo stati testimoni diretti. Ci raccontano che lentamente la situazione si sta “normalizzando”, e infatti è così… dopo i lampi delle armi, siamo tornati alla normalità di vivere in una quotidiana notte ancora più oscura.
A Mongoumba, lampi di ESPERGESIA, lampi GENERATORI DI SPERANZA, lampi infinitesimali ma di Luce sfolgorante: le nostre visite agli accampamenti pigmei, i martedì mattina con i bebè del programma “Malnutrizione”, le domeniche nelle chiesette per la preghiera con la comunità condividendo un po’ di polenta di manioca e qualche pesciolino appositamente pescato per noi, gli incontri del giovedì con il gruppo vocazionale, i pomeriggi trascorsi a disegnare e colorare, le passeggiate infinite circondati da bambini festanti, i piccoli fagottini pigmei appena nati che ti guardano con i loro occhietti semi aperti e sembrano dirti: “Io sono nato un giorno in cui Dio era malato, e malato grave… ma se sono nato in questa notte infernale c’è ancora ESPERGESIA”.

Un saluto, un abbraccio, un bacio, una preghiera e un GRAZIE…

Simone

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