Incontro 6 maggio 2018

Bari | 02 Giu 2018

IL CUORE DI GESÙ CUORE DELLA MISSIONE

 

Preghiera

 

Dal Vangelo secondo Luca (15,4-7)

In quel tempo Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola: “Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.

 

Dai discorsi di papa Francesco (Messa del Giubileo dei Sacerdoti 03/06/2016)

[…] Il Cuore del Buon Pastore non è soltanto il Cuore che ha misericordia di noi, ma è la misericordia stessa. Lì risplende l’amore del Padre; lì mi sento sicuro di essere accolto e compreso come sono; lì, con tutti i miei limiti e i miei peccati, gusto la certezza di essere scelto e amato. Guardando a quel Cuore rinnovo il primo amore: la memoria di quando il Signore mi ha toccato nell’animo e mi ha chiamato a seguirlo, la gioia di aver gettato le reti della vita sulla sua Parola (cfr Lc 5,5).
Il Cuore del Buon Pastore ci dice che il suo amore non ha confini, non si stanca e non si arrende mai. Lì vediamo il suo continuo donarsi, senza limiti; lì troviamo la sorgente dell’amore fedele e mite, che lascia liberi e rende liberi; lì riscopriamo ogni volta che Gesù ci ama «fino alla fine» (Gv 13,1) – non si ferma prima, fino alla fine –, senza mai imporsi.
Il Cuore del Buon Pastore è proteso verso di noi, “polarizzato” specialmente verso chi è più distante; lì punta ostinatamente l’ago della sua bussola, lì rivela una debolezza d’amore particolare, perché tutti desidera raggiungere e nessuno perdere. […]

 

Risonanze

 

Segno

Sul foglietto a forma di cuore che prenderemo dal cestino ciascuno/a di noi scriverà il nome della persona attraverso la quale (o il momento/evento della vita nel quale), come ascoltato nel discorso di papa Francesco, “il Signore mi ha toccato nell’animo e mi ha chiamato a seguirlo”. Riporremo il cuore nel cestino posto dinanzi all’altare e sosteremo qualche attimo per ringraziare il Signore della bellezza di quel primo incontro e rinnovare la nostra adesione a Lui.

 

Preghiera

Signore Gesù Cristo, redentore degli esseri umani,
ci volgiamo al tuo Sacro Cuore con umiltà e onestà,
con venerazione e speranza,
con un profondo desiderio di darti gloria, onore e lode.
Signore Gesù Cristo, Salvatore del mondo,
ti ringraziamo per tutto ciò che tu sei
e per tutto ciò che fai per il piccolo gregge.
Signore Gesù Cristo, figlio del Dio vivente,
ti lodiamo per l’amore che ci hai rivelato con il tuo Sacro Cuore,
trafitto per noi è diventato la fonte della nostra gioia,
la sorgente della nostra vita eterna.
Raccolti insieme nel Tuo Nome,
che è più in alto di tutti gli altri nomi,
ci consacriamo al Tuo Sacro Cuore,
nel quale dimora la pienezza della verità e della carità.
Amen.

(Giovanni Paolo II)

 

Catechesi

 

Premessa: Comboni e il cuore di Gesù

La novità di Comboni è questa. Santa Margherita Maria Alacoque vedeva il Cuore di Gesù come il Cuore che chiede consolazione, tenerezza, amore, riparazione… Comboni vede il Cuore di Gesù come il cuore che si dona, il cuore che ama, il cuore innamorato dell’ultimo e quindi dell’Africa.
È il cuore che non ci dice: pensate in me. Ci dice invece: con me pensate ai vostri fratelli, al Regno di Dio, agli ultimi. Il loro clamore giunge fino a me!
E io come lo vedo il Cuore di Gesù?

Il testo centrale sul Cuore di Gesù lo troviamo in Giovanni 19,31-37

Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.

Mettiamoci ora in ascolto di Daniele Comboni.

1. Amore, Croce e Cuore di Gesù

[1734] … con la Croce mia Sposa carissima e maestra di prudenza e di saggezza, con la Santissima Vergine, mia cara Madre, e con Gesù, mio Tutto, io non temo, o Em.za, né le tempeste di Roma, né le persecuzioni d’Egitto, né il furore della Nigrizia, né i nuvoloni di Verona, né il diavolo dell’inferno, perché io sono il più felice degli uomini e sono nella condizione più desiderabile.

[1735] Oh! il mio Gesù ha mostrato una saggezza completamente divina allorché, dopo aver creato l’universo, ha fabbricato la Croce. Ora con la Croce che è una sublime effusione della carità del Cuore di Gesù, noi diveniamo potenti.

In Comboni Cuore, Croce, Africa sono tre realtà che non si possono separare.
E in me? In noi?

[3323] Questo Cuore adorabile divinizzato per l’ipostatica unione del Verbo coll’umana natura in Gesù Cristo Salvator nostro, scevro mai sempre di colpa e ricco d’ogni grazia, non vi fu istante dalla sua formazione, in cui non palpitasse del più puro e misericordioso amore per gli uomini. Dalla sacra culla di Betlemme s’affretta ad annunziare per la prima volta al mondo la pace: fanciulletto in Egitto, solitario in Nazzaret, evangelizzatore in Palestina divide coi poveri la sua sorte, invita a sé i pargoli e gl’infelici conforta, risana gl’infermi e rende agli estinti la vita; richiama i traviati e ai pentiti perdona; moriente sulla Croce mansuetissimo prega pe’ suoi stessi crocifissori; risorto glorioso manda gli Apostoli a predicare la salute al mondo intiero.

2. Gli attributi dati al Cuore di Gesù da parte del Comboni

Rispecchiano la spiritualità del 1800.
Troviamo in Comboni anche alcuni attributi suoi. Eccone due:
“Il più sublime tesoro che possediamo” (Scritti 6666)
“Gioia, speranza e felicità del missionario” (Scritti 5255)

3. Chiesa e cuore di Gesù

[5449] È attraverso la croce e il martirio che tutte le Missioni si sono fondate e hanno prosperato e l’Africa Centrale, che è l’ultima di tutte, la più difficile, la più laboriosa non doveva seguire una via e una marcia differente dalle altre Opere di Dio, deve passare per la via della croce e del martirio nella stessa maniera che il Divin Fondatore della Fede è pervenuto alla sua gloriosa Resurrezione attraverso la sua Passione e Morte, e che la Chiesa cattolica che è uscita dal Suo Cuore Immacolato, navigante nel sangue dei Martiri, a trionfare dell’universo.

4. Insieme contemplando il Cuore di Gesù

[3477] … al presente noi saremmo troppo felici di donare tutto il nostro sangue e la nostra vita in mezzo ai più atroci martirii, per la gloria del Sacro Cuore. Lei, Padre mio, ha fortificato la nostra fede, il nostro coraggio, la nostra speranza e durante il mio viaggio con la mia carovana di 30 persone tra il Cairo e Khartum, nel quale abbiamo impiegato 99 giorni soprattutto passando sul cammello il deserto sotto 60º Réaumur, io, i miei Missionari e le mie Suore abbiamo sovente parlato di Lei, Padre mio, e degli Associati dell’Apostolato e abbiamo detto: “Noi soffriamo qui, noi lavoriamo, ma abbiamo delle anime elette, le anime più fervorose e più pie della terra, gli Associati dell’Apostolato, i membri della Lega del Cuore di Gesù che pensano a noi e che pregano per noi”.

5. Unione e amicizia nel cuore di Gesù

[2373] Io non ho mai tralasciato di pregare ogni giorno, anche alla messa per lei, sua sorella e sua figlia. Ma desidero che ella preghi per noi e per l’Africa sempre. Noi siamo uniti nel Sacratissimo Cuore di Gesù sulla terra, per poi unirsi in Paradiso per sempre.

[3210] Il clima di Cordofan non può essere migliore; la posizione poi di Obeid, come Porta Nigritiae, è della massima importanza pel nostro scopo, e non comprendo come i primi missionari non abbiano prima pensato a questa capitale. Voi due Camilliani poi in poco più di un anno avete qui fatto prodigi, ed io non do ora la stazione di Obeid per qualunque delle stazioni dell’Alto Egitto che contano più di un secolo. Il nome poi e la riputazione che voi, miei due cari primogeniti, qui godete presso tutti, è molto bella, per cui Dio benedirà voi e la Missione. È gettato il principio, bisogna andare avanti. Il divin Cuore di Gesù sarà con noi.

6. Confidenza, conforto protezione del Cuore di Gesù

[3441] Son pieno di croci; ma il farmaco è nascosto nel S. Cuore di Gesù, che oltre ad voler salvo il Papa e la Chiesa, salverà certo l’infelice Nigrizia.

7. Preghiere e devozione al Cuore di Gesù

Secondo la spiritualità del suo tempo Comboni promuove e motiva tridui, novene, pratiche varie che lo porteranno a consacrare il vicariato dell’Africa Centrale al cuore di Gesù nel mese di settembre del 1873. In quella occasione scrive un lungo testo sul quale oggi ci soffermiamo.

8. Il cuore di Gesù e l’Istituto comboniano

[2646] L’Istituto, ossia Collegio delle Missioni per la Nigrizia è una riunione di Ecclesiastici, e di fratelli Coadiutori…

[2648] Questo Istituto perciò diventa come un piccolo Cenacolo…

[2649] L’Istituto è consacrato al Santissimo Cuore di Gesù…

(La sigla è: MCCJ = Missionari Comboniani del Cuore di Gesù)

9. Consacrazione del Vicariato al Cuore di Gesù

[3411] Ieri fu sommo il giubilo che si è provato da tutti i membri di questa santa missione, per aver noi fatto la solenne Consacrazione di tutto il Vicariato al S. Cuore di Gesù. La festa dell’Esaltazione di S. Croce del 1873 segna un’epoca novella di misericordia e di risurrezione per l’Africa Centrale incurvata da tanti secoli sotto l’impero di Satanasso; e noi aprimmo il cuore, non già ad una dolce speranza, ma all’infallibile certezza che il Cuore di Gesù, che versa a torrenti le sue grazie in questi tempi di universale calamità per la Chiesa e pel mondo, nell’infinita sua pietà si è degnata di esaudire i nostri ed i voti di parecchie centinaia di migliaia di pii associati all’Apostolato della Preghiera ed al Messager du S. Coeur, i quali ieri in tutte le cinque parti del mondo hanno accompagnato con speciali pubblicazioni l’Atto di Consacrazione da me solennemente pronunciato in El-Obeid: quindi noi siamo profondamente convinti che ora incomincia il gran fatto della reale rigenerazione della Nigrizia, pel quale sotto gli auspici della Vergine Imm.ta, di S. Giuseppe, degli Apostoli, e dei Santi e Martiri Africani si inizia il termine delle secolari sventure, sotto cui gemono i cento e più milioni d’infedeli, onde consta questo Vicariato.

[3412] Noi, benché pella nostra infermità non siamo indifferenti alla serie di croci (che sono sempre il sigillo delle Opere di Dio), onde siamo circondati, siamo sempre disposti ai più duri patimenti, alle più ardue fatiche, ed alla stessa morte, per raggiungere il grande scopo di ben consolidare queste Missioni dell’Africa Centrale, e chiamare questi popoli alla Fede. Sotto il glorioso vessillo del S. Cuore di Gesù, che palpitò sulla Croce anche per queste povere anime, il nostro grido di guerra fino all’ultimo respiro sarà questo: O Nigrizia, o Morte.

[3413] Ieri la solenne funzione celebrata secondo le norme della mia Circolare 1 agosto p.p. è stata preceduta dal solenne battesimo di 12 adulti, e susseguita dalla Cresima di 25 neofiti di questa nascente Missione di El-Obeid.

[3414] A porgere un breve ragguaglio della situazione religiosa dei mercanti cattolici del Vicariato, mando all’E. V. una copia della mia Circolare 10 agosto p.p. (che ha prodotto ottimi effetti), nella quale sono brevemente accennati i principali disordini, che attualmente dominano fra i nostri cristiani. Ve n’ha un altro, su cui non credo per ora di prescrivere alcuna norma, dopo le decisioni della S. Penitenzieria, ma che mi riservo a ciò più tardi. È l’usura. Qui da tutti i cristiani si dà e si piglia denaro al 5, al 10, al 15 per cento al mese, ed anche a più; cioè, al 60, al 120, al 180, ed anche al 200 per cento. Noi abbiamo in alcune occasioni, non senza frutto, cercato di impedire questa usura straordinariamente ebraica, la quale si vuol giustificare soprattutto col frequente pericolo di perdere tutto il capitale, e coll’eccesso del guadagno di chi piglia a mutuo, che raggiunge talvolta la somma netta del cento, duecento, ed anche trecento per cento all’anno. Io non ho presa su questo alcuna misura definitiva.

[3415] La misura importantissima che ho preso, è specialmente sui cristiani cooperatori alla tratta dei negri, ed al commercio degli schiavi, al qual delitto somministrano fucili, polveri, danari, e vi prestano aiuto in mille guise. Quantunque sia assolutamente impossibile per ora di distruggere questa enorme piaga nell’Africa Centrale, tuttavia l’influenza reale della Missione cattolica, e le prudenti e ben ponderate misure che io sto pigliando col governo locale, e colla autorità consolare austro-ungarica contribuiranno potentemente ad asciugare molte lagrime ed a ferire l’infame traffico degli schiavi, in pro dell’umanità e della Chiesa cattolica.

[3416] La schiavitù e la tratta dei negri sono in queste parti in pieno vigore in onta ai trattati della pretesa abolizione, ed ai finti ordini di S. A. il Kedive ai governatori del Sudan. Più volte al mese partono da Khartum e da El-Obeid più centinaia di giallabi (negozianti di schiavi), che non più armati di lancia come negli anni scorsi, ma di luccicanti fucili d’invenzione moderna ad ago ed a Chassepot, s’internano nelle tribù dei negri, e danno la caccia ai pacifici negri nei loro villaggi; e dopo avere ammazzato tutti quelli che loro resistono, raccolgono i ragazzi, le fanciulle, le incinte e le giovani madri coi loro bimbi, e le famiglie intere a cento a cento, e tutti nudi a piedi per aspri e lunghi viaggi li menano in El-Obeid ed in Khartum, oppure attraverso a selve e deserti li introducono nella Nubia, nell’Egitto, e nel mar Rosso per essere venduti o prostituiti.

[3417] Io ho nella Missione dei ragazzi e ragazze rubati da meno di un mese, a’ quali fu trucidato il padre, o la madre, o lo zio nel momento in cui furono rapiti sotto dei loro occhi. Or fa un mese sono partiti da El-Obeid più di duemila giallabi, con superbi fucili, i quali andavano a massacrare gli abitanti di una montagna chiamata Dàgio, popolata da ben 14.000 negri. Dalle notizie recenti che ho avuto pare che abbiansi trucidati i capi, e che siensi fatti schiavi i superstiti. Fino all’epoca del mio arrivo in Cordofan, il Governo locale riceveva una tassa per ciascuna testa di schiavo. Il Pascià di Khartum antecessore al presente venne due anni fa in Cordofan, e con più di mille soldati armati di fucili e due cannoncini andò fra i Nuba a cacciare i negri; ne prese 9400, e ne uccise moltissimi. Ma al Governo di Cairo non ne denunziò che 1800, ed il ricavato degli altri 7600 fu diviso fra lui, i suoi ufficiali, il medico Giorgi che studiò a Pisa, e gli altri scrivani.

[3418] Sovente vengono ordini dal Divano di Cairo ai Governatori del Sudan, di provvedere e spedire in Egitto tante centinaia di belle Abissinesi, tante centinaia di ben tarchiate Dinkesi etc. tanti migliaia di ben grassi neri per farli eunuchi etc., e ciò per soddisfare alle richieste e desideri di alti funzionari del Cairo, di Alessandria etc. o per regali da farsi. Per oggi mi limito solo a questo, poiché spedirò a V. E. il lavoro sulla schiavitù attuale eseguito per mio ordine dal P. Carcereri, dopo che sarà da noi tutti ben riveduto e constatata la verità su tutti i punti. Come viaggiano, e come vengono trattati questi poveri schiavi?

[3419] Non risponderò che con quello che hanno veduto i miei occhi nel mio tragitto da Khartum ad El-Obeid, nel quale ho incontrato più di mille schiave affatto nude dai 2 ai 20 anni, e più di 500 maschi nudi mescolati assieme alle femmine. Tutti e tutte camminavano a piedi spinti dalle lance di quei manigoldi, pochissimi fanciulli stavano a cavallo. Le giovani madri che portavano il bimbo ed i fanciulli e fanciulle al di sotto dei sei o sette anni camminavano a piedi senz’essere legati. Ma i giovani e le giovani dai sette o otto anni fino ai venti, erano a quattro a sei a dieci legati insieme maschi e femmine, perché non fuggissero. Alcuni ed alcune erano legati al collo con una fune la quale metteva capo ad un’altra gran fune lunga, che era assicurata in mano ad un manigoldo. Altri ed altre erano legati separatamente con una fune ciascuno/a ad una lunga trave che poggiava gravitante sulle loro spalle, il cui peso era sostenuto e portato dai medesimi schiavi.

[3420] Altri aveano legate le mani addietro con corde: altri erano stretti a piedi con catene di ferro, altri erano attaccati alla sceva, che è una trave lunga tre o quattro metri, che termina con due capi di legno legati con cavicchi o di legno o di ferro, dopo avervi racchiuso il collo dello schiavo, il quale camminando si trascina dietro colla forza del collo la sceva; e così questi schiavi e schiave affatto nudi viaggiavano tutta la notte e parte del giorno. La vista poi di freschi cadaveri che io ho trovato sulla strada, indicava che alcuni non reggendo a tanta fatica avean dovuto soccombere.

[3421] Questo quadro non è che una languida idea della realtà degli orrori della schiavitù e della tratta dei negri che ha luogo attualmente nel Vicariato. Per ora non aggiungo altro, se non che confido che la protezione del S. Cuore di Gesù consoliderà l’opera santa, umanitaria, importantissima di questo Ap.lico Vicariato, e porterà un colpo terribile a poco a poco, se non mortale, alla tratta dei Negri ed all’Islamismo in Sudan. Lo spero dal S. Cuore.

Anche noi lo speriamo con una ferma speranza e lo speriamo insieme!

 

Per la riflessione personale e la condivisione

  1. Leggo e poi sottolineo alcune frasi ma non più di tre, di uno degli scritti di Comboni riportate in queste pagine.
  2. Leggo e medito qui o a casa il capitolo XVIII del libro “Vostro per sempre”.
  3. Mi chiedo che risonanza ha nella mia vita il cuore di Gesù.

 

Riflessioni di padre Ottavio

  • La strada della felicità è l’ascolto.
  • Gesù non è venuto perché SAPPIAMO, ma perché VIVIAMO.
  • Gesù non ha una dottrina da proporre, ma se stesso.
  • Come si annuncia? Con il tuo stile di vita.
  • Il cristiano è colui/colei che si lascia prendere e mangiare.
  • Il mio stile di vita non dipende dall’altro, ma da chi porto nel cuore, di chi sono discepolo.
  • Fecondità è uscire da se stessi.
  • Le tue scelte devono essere frutto anche di una verifica comunitaria.
  • Se non diamo il meglio di noi, dov’è il nostro amore?
  • Il cuore è diverso dall’anima: non è qualcosa di spirituale, ma è una dimensione della persona.
  • Non ci impegniamo perché ci vengono dati degli incarichi, ma perché se non ci impegnassimo non realizzeremo la nostra vocazione.

 

Messa (VI domenica di Pasqua)

  • Prima lettura: sono disposto a inginocchiarmi davanti a qualcuno che potrei ritenere a me inferiore (ad esempio: l’immigrato), come ha fatto il romano Cornelio dinanzi ad un ebreo?
  • Salmo: la giustizia di Dio è tenerezza, perdono, fiducia. Lui ci ha amati così tanto da lasciarsi prendere e mangiare.
  • Seconda lettura: a Dio non fai schifo: sei per lui figlio/a prezioso/a. Se Dio non si vergogna di nessuno, anch’io non posso vergognarmi di nessuno.
  • Vangelo: “Rimanete nel mio amore” significa vivere una vita di servizio, condivisione, dono. La parola “ciao” nel linguaggio veneto significa “ti appartengo, conta su di me”.

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