Comunicato

Due vicende accadute negli ultimi giorni in due punti opposti dell’Italia (Busto Arsizio e Rosarno), per quanto differenti nella loro storia, rappresentano i segni di una realtà non solo cambiata ma che sta sempre più accettando la violenza, l’emarginazione e i soprusi sui più deboli. Una società infettata da quello che papa Francesco definisce il “virus dell’indifferenza1.
Il fantoccio bruciato a Busto Arsizio (VA), raffigurante la presidente della Camera su una barca in viaggio nel Mediterraneo, non può essere etichettato come una “bravata”. Esso rientra nei sentimenti di odio e paura verso gli immigrati. Sentimenti che stanno diventando sempre più forti all’interno della società e che, da parte di alcuni candidati e forze politiche, vengono ingigantiti nella campagna elettorale di queste settimane.
27 gennaio Giorno della Memoria e, allo stesso tempo, giorno in cui a Rosarno (RC) si è incendiata la baraccopoli in cui vivevano qualche centinaio di immigrati impegnati nella raccolta degli agrumi. Nell’incendio è morta Becky Moses, una donna nigeriana di 26 anni, e altre due donne sono rimaste gravemente ferite.