Diario di bordo

Giorno 459

Ciao a tutti/e, come state? Spero tutto bene…
Qui è iniziata la stagione delle piogge e per gli spostamenti avremmo bisogno dell’arca di Noè. Però, quando piove, Mongoumba si ferma (come tutta la Repubblica Centrafricana credo); i bambini e i maestri non vengono a scuola, in giro non c’è nessuno, e noi possiamo dormire tutto il giorno al suono della pioggia che cade e pensare a tutti voi che siete in Portogallo, in Polonia, in Italia, in tutto il mondo. La missione ha i suoi pro e i suoi contro…

ESPERGESIA

Yo nací un día
que Dios estuvo enfermo.

Todos saben que vivo,
que soy malo; y no saben
del Diciembre de ese Enero.
Pues yo nací un día
que Dios estuvo enfermo.

Hay un vacío
en mi aire metafísico
que nadie ha de palpar:
el claustro de un silencio
que habló a flor de fuego.

Yo nací un día
que Dios estuvo enfermo.

Bari > 21 aprile 2018

Incontro 14 aprile 2018

LA GIOIA


Preghiera


Dal Vangelo secondo Luca (24,50-53)

[Dopo la Resurrezione Gesù condusse gli apostoli] fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

 

Dai discorsi di papa Francesco (Messa del 10/05/2013 nella Cappella di Casa Santa Marta)

[…] La gioia è un dono del Signore. Ci riempie da dentro. È come un’unzione dello Spirito. […] Questa gioia è nella sicurezza che Gesù è con noi. […] Ma è una sicurezza […] che possiamo imbottigliare per averla sempre con noi? No, perché se vogliamo avere questa gioia soltanto per noi, alla fine si ammala e il nostro cuore diviene un po’ stropicciato e la nostra faccia non trasmette quella gioia grande ma quella nostalgia, quella malinconia che non è sana. Alcune volte questi cristiani malinconici hanno più faccia da peperoncini all’aceto e non quella di chi è gioioso e ha una vita bella. […] La gioia non si può fermare: deve andare avanti perché è una virtù pellegrina. È un dono che cammina, che cammina sulla strada della vita, cammina con Gesù: predicare, annunziare Gesù, la gioia, allunga la strada e allarga la strada. Ed è una virtù di quei grandi che sono al di sopra delle pochezze, che sono al di sopra di queste piccolezze umane, che non si lasciano coinvolgere in quelle piccole cose interne della comunità, della Chiesa; guardano sempre all’orizzonte. La gioia è una virtù del cammino. Sant’Agostino diceva: “Canta e cammina!”. Questa è la gioia del cristiano: il cristiano canta con la gioia, e cammina, e porta questa gioia. Anche questa gioia alcune volte è un po’ nascosta dalla croce, ma canta e cammina. Sa lodare Dio come gli apostoli quando sono tornati dal monte, dopo l’Ascensione di Gesù. La gioia è il dono che ci porta alla virtù della magnanimità. Il cristiano è magnanimo, non può essere pusillanime: è magnanimo. E proprio la magnanimità è la virtù del respiro, è la virtù di andare sempre avanti, ma con quello spirito pieno dello Spirito Santo.

Diario di bordo

Giorno 388

Ciao a tutti/e, come state? Spero tutto bene…
È stato un po’ strano questo Natale e inizio di anno 2018, vissuto al caldo della Repubblica Centrafricana, indossando le t-shirt dell’estate e mangiando merluzzo alla portoghese.

LA NOTTE DEI DESIDERI

Qui è NOTTE! Una NOTTE profonda che avvolge tutto! Una NOTTE che non è come tutte le altre NOTTI, perché è una NOTTE perenne! È NOTTE anche in pieno giorno! Noi viviamo in una NOTTE, viviamo in un presente infinito, viviamo come se non ci fosse un domani!
Le nostre scuole avrebbero bisogno di essere ristrutturate, perché i mattoni vengono letteralmente mangiati dalle termiti e, quando piove, si allagano; di NOTTE sono la casa dei pipistrelli che le rendono nauseanti.
I nostri ospedali mancano di medicinali, non c’è cibo per le persone ricoverate, chi ha bisogno di essere operato deve procurarsi il materiale e pagare tutto fino all’ultimo franco.