Bari > 29 marzo 2019

Risonanze su iniziative nel territorio locale

Il giorno 1 febbraio si è tenuta la presentazione del libro “Le storie fanno la storia”, una raccolta di testimonianze di quanti frequentano la scuola di lingua italiana «Igino Giordani» presso il Centro di accoglienza «don Vito Diana» della Caritas diocesana, presso la quale vivo, come insegnante, la mia ministerialità di laica missionaria comboniana a servizio degli immigrati. Parlando delle proprie identità culturali e di persone migranti e stranieri, le storie individuali incontrano la Storia.
Nella prefazione, il direttore della Caritas diocesana evidenzia che siamo in un momento complesso della storia. Il bene sembra fragile. Con facilità si è tacciati di buonismo, e chi non ha motivazioni profonde, con facilità viene meno. Specie davanti ai nostri fratelli e sorelle che vengono da lontano. Cosa fa la differenza, chi decide da che parte stare, cosa permette di uscire da questa silenziosa “guerra” che i “penultimi” sembrano muovere agli “ultimi”? È l’incontro reale con storie e volti. Tutti diversi. Incontrandoli, le differenze implorano desideri di convivialità più che di chiusura, le mani alzate implorano insieme il desiderio di pace e si fanno abbraccio, e pure le religioni diventano possibilità unica per essere vie di pace.

Bari > 29 marzo 2019

Incontro 23 febbraio 2019

LA MISSIONE


Preghiera
(Dammi, Signore, un’ala di riserva – don Tonino Bello)

Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte nei momenti di confidenza oso pensare, Signore, che anche Tu abbia un’ala soltanto, l’altra la tieni nascosta… forse per farmi capire che Tu non vuoi volare senza me. Per questo mi hai dato la vita, perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami allora a librarmi con Te perché vivere non è trascinare la vita, non è strapparla, non è rosicchiarla: vivere è abbandonarsi come un gabbiano all’ebbrezza del vento; vivere è assaporare l’avventura della libertà; vivere è stendere l’ala, l’unica ala con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te.
Ma non basta saper volare con Te, Signore: Tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello, e aiutarlo a volare.
Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi: non farmi più passare indifferente davanti al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te: soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un’ala di riserva.