Assemblea LMC, Cavallino 2019

 

“Il primo amore della mia giovinezza fu per l’infelice Nigrizia […]. Io ritorno fra voi per non mai più cessare d’essere vostro, e tutto al maggior vostro bene consacrato per sempre. Il giorno e la notte, il sole e la pioggia, mi troveranno egualmente e sempre pronto ai vostri spirituali bisogni: il ricco e il povero, il sano e l’infermo, il giovane e il vecchio, il padrone e il servo avranno sempre eguale accesso al mio cuore. Il vostro bene sarà il mio, e le vostre pene saranno pure le mie. Io prendo a far causa comune con ognuno di voi, e il più felice de’ miei giorni sarà quello, in cui potrò dare la vita per voi” (Dall’omelia di Daniele Comboni a Khartoum, 11/5/1873).

“Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui” (1Cor 12,24-26).

 

Carissima/o,
ti scriviamo per invitarti all’Assemblea nazionale dei Laici Missionari Comboniani che si terrà dal 23 al 25 agosto presso la Comunità dei Missionari Comboniani di Cavallino (Lecce).

L’Assemblea avrà come titolo:

COMBONIANI DOC?
INEBRIATI DALLO SPIRITO DIVINO

Bari > 1 maggio 2019

Risonanze su iniziative nel territorio locale

Organizzato dalla Caritas diocesana, il giorno 2 marzo si è tenuto un incontro sul tema Beati i miti. AAA Parole e gesti non violenti CERCASI”, nel quale è intervenuto Marco Iasevoli, giornalista di “Avvenire” che ha offerto molteplici spunti di riflessione.
La mitezza non riguarda soltanto atteggiamenti e comportamenti, ma è anche un progetto culturale: per sostenere un servizio ci vuole sempre formazione e cultura, perché ad un certo punto per andare avanti, per procedere, per migliorare, non basta la buona volontà. La mitezza ci richiama all’unità della nostra persona, alla coerenza tra fede e vita: non è possibile essere cristiani solo in chiesa ma non anche in famiglia, al lavoro, per strada, sui social network. Attraverso la formazione e la cultura siamo chiamati a fare sintesi delle varie pulsioni che ci abitano.
Bisogna fare attenzione ad un rischio, e cioè che non si passi dalla “mitezza” al sentirsi “mito”: è necessario purificarsi costantemente dalla tentazione di vivere il servizio come un potere.