Coordinamento, Incontri e Assemblee > 4 settembre 2019

Risonanze dall’Assemblea nazionale LMC

Dal 23 al 25 agosto presso la Casa dei Missionari Comboniani di Cavallino (LE) si è tenuta l’Assemblea nazionale dei Laici Missionari Comboniani, a cui hanno preso parte – tra bambini, giovani e adulti – circa settanta persone, provenienti dai gruppi di Bari, Bologna, Lecce, Milano, Padova, Palermo, Venegono Superiore, Verona.
La parte formativa dell’Assemblea ha avuto come slogan “Comboniani DOC? Inebriati dallo Spirito divino”: lasciandoci guidare da quanto sta accadendo in questo momento storico, si è approfondito il significato del nostro “fare missione oggi”, lasciandosi in particolare toccare dalla domanda “Come San Daniele Comboni declinerebbe il proprio essere missionario nel mondo odierno?”. Sono intervenuti suor Elisa Kidané, della comunità comboniana di Roma e padre Daniele Moschetti della comunità comboniana di Castel Volturno (CE), che hanno offerto spunti di riflessione e stimoli di impegno sul tema oggetto dell’incontro.

Bari > 28 luglio 2019

Risonanze su iniziative nel territorio locale

All’entrare nella parrocchia di Sant’Antonio, in Bari Carbonara, la sera del 12 giugno, l’occhio si posa subito, incuriosito, su questo personaggio particolare. La barba ormai canuta e lunga, infatti, non passa certo inosservata. Incastonati nel suo volto, un paio di occhi azzurri. E se gli occhi sono lo specchio dell’anima, i suoi rivelano un’anima bellissima, autentica, genuina. Impugna un bastone di legno, simbolo di una persona che ha tanto camminato e che ancora tanto, finché Dio gliene darà la forza, vuole camminare. Un saio verde oliva avvolge il suo corpo, “verde speranza” ci tiene a precisare.
Sì, è una figura fuori dal tempo quella di fratel Biagio Conte, fondatore della missione “Speranza e Carità”. Prende il microfono e comincia a parlare, con un lieve accento siculo che tradisce subito la sua provenienza. È emozionato, un po’ impacciato, con quell’atteggiamento tipico di chi parla con grande umiltà, di chi vive di gratitudine, di Provvidenza e niente più.
Perché non imitare i santi?”. Alza subito la posta in gioco fratel Biagio. Il suo parlare è un continuo saltare dalla sua vita passata, di giovane della Palermo bene, schiavo delle mode e mai pago, alla sua nuova vita in Cristo. Nel mezzo, una rottura drastica, frutto di un senso di avversione per una società malata nella quale non si riconosceva più. “Una società che lascia indietro i deboli non è una società; prima o poi crolla, si sfalderà”, sentiva dentro di sé senza riuscire a dare un volto a questa voce. Quel viso l’ha trovato in Gesù Cristo e da allora la sua vita non è stata più la stessa. “Mi ha dato una vita nuova”, urla di gioia fratel Biagio.

Bari > 28 luglio 2019

Incontro 6 luglio 2019

LAICI MISSIONARI COMBONIANI: UNA PANORAMICA GENERALE

 

Preghiera
(Ringraziamento di fine anno – don Tonino Bello)

Eccoci, Signore, davanti a te. Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato. Ma se ci sentiamo sfiniti, non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto, o abbiamo coperto chi sa quali interminabili rettilinei.
È perché, purtroppo, molti passi, li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue: seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera, e non le indicazioni della tua Parola; confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre, e non sui moduli semplici dell’abbandono fiducioso in te.
Forse mai, come in questo crepuscolo dell’anno, sentiamo nostre le parole di Pietro: “Abbiamo faticato tutta la notte, e non abbiamo preso nulla”.
Ad ogni modo, vogliamo ringraziarti ugualmente. Perché, facendoci contemplare la povertà del raccolto, ci aiuti a capire che senza di te, non possiamo far nulla. Ci agitiamo soltanto.
Ma ci sono altri motivi, Signore, che, al termine dell’anno, esigono il nostro rendimento di grazie. Ti ringraziamo, Signore, perché ci conservi nel tuo amore. Perché continui ad avere fiducia in noi.
Grazie, perché non solo ci sopporti, ma ci dai ad intendere che non sai fare a meno di noi. Grazie, Signore, perché non finisci di scommettere su di noi.
Perché non ci avvilisci per le nostre inettitudini. Anzi, ci metti nell’anima un così vivo desiderio di ricupero, che già vediamo il nuovo anno come spazio della speranza e tempo propizio per sanare i nostri dissesti.
Spogliaci, Signore, di ogni ombra di arroganza. Rivestici dei panni della misericordia e della dolcezza. Donaci un futuro gravido di grazia e di luce e di incontenibile amore per la vita.
Aiutaci a spendere per te tutto quello che abbiamo e che siamo. E la Vergine tua Madre ci intenerisca il cuore. Fino alle lacrime.