Scontro o incontro?


Giorno 1175

È ricominciata la stagione delle piogge, spesso il cielo è cupo e grandi nuvoloni neri minacciano pioggia.

All’orizzonte, però, c’è un’altra tempesta più pericolosa che preoccupa e colpisce duramente il mondo, l’Europa, l’Italia, la Lombardia, Bergamo…

1, 4, 12, 16, 19, 41, 50, 64, 72, 94… i casi di positività alla pandemia, tutti localizzati a Bangui, sono la velocità di avvicinamento della tempesta.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità dice di tenersi pronti al peggio.

Il governo della Repubblica Centrafricana per precauzione ha chiuso i confini, l’aeroporto, le chiese e le scuole; vietato gli assembramenti superiori a 15 persone; messo in vigore restrizioni sugli accessi e le uscite da Bangui.

Le autorità sanitarie ripetono via radio di lavarsi frequentemente le mani con il sapone e soprattutto mantenersi distanti 1 metro.

Come proteggersi dall’uragano con un piccolo ombrello? Come scappare dallo tsunami con una piccola piroga? Come combattere un gigante con una piccola fionda?

Gira voce che i respiratori a Bangui siano 3, il sistema sanitario è inadeguato: è risultato difficile fare una semplice radiografia o ecografia, non saprei dire se esiste un reparto di terapia intensiva, forse ci sono 13 posti letto; sul cellulare frequentemente arrivano sms in sango e in francese “se avete febbre, tosse, difficoltà a respirare, chiamare 1212”.

Qualcuno sta effettuando tamponi? Boh!

Potrebbe essere arrivato un aereo-ospedale dalla Russia, sembra che l’Ambasciata cinese distribuisca mascherine gratuitamente, l’Unione europea ha finanziato tramite l’Ong Oxfam un progetto di costruzione di qualche pozzo d’acqua a Bangui, la Francia ne ha finanziato un altro per portare primo soccorso e materiale medico (guanti e mascherine) alla popolazione isolata del Nord-Est.

Tutti questi piccoli e preziosi gesti di solidarietà internazionale degli alleati del governo centrafricano non cambiano la situazione della realtà, sono solo un piccolo cerotto su una ferita che avrebbe bisogno di cure urgenti: la Repubblica Centrafricana, come probabilmente molti altri Stati africani, resta gravemente impreparata ad affrontare la pandemia.

Sarà scontro come Davide contro Golia? La speranza è che i nuvoloni neri della tempesta si dissolvano, ritorni il sereno e possiamo ritornare all’incontro: incontrarci a scuola, in chiesa, al mercato, per strada, al fiume, nella foresta…

Simone

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