Incontro 6 luglio 2019

Bari | 28 Lug 2019

LAICI MISSIONARI COMBONIANI: UNA PANORAMICA GENERALE

Preghiera
(Ringraziamento di fine anno – don Tonino Bello)

Eccoci, Signore, davanti a te. Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato. Ma se ci sentiamo sfiniti, non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto, o abbiamo coperto chi sa quali interminabili rettilinei.
È perché, purtroppo, molti passi, li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue: seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera, e non le indicazioni della tua Parola; confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre, e non sui moduli semplici dell’abbandono fiducioso in te.
Forse mai, come in questo crepuscolo dell’anno, sentiamo nostre le parole di Pietro: “Abbiamo faticato tutta la notte, e non abbiamo preso nulla”.
Ad ogni modo, vogliamo ringraziarti ugualmente. Perché, facendoci contemplare la povertà del raccolto, ci aiuti a capire che senza di te, non possiamo far nulla. Ci agitiamo soltanto.
Ma ci sono altri motivi, Signore, che, al termine dell’anno, esigono il nostro rendimento di grazie. Ti ringraziamo, Signore, perché ci conservi nel tuo amore. Perché continui ad avere fiducia in noi.
Grazie, perché non solo ci sopporti, ma ci dai ad intendere che non sai fare a meno di noi. Grazie, Signore, perché non finisci di scommettere su di noi.
Perché non ci avvilisci per le nostre inettitudini. Anzi, ci metti nell’anima un così vivo desiderio di ricupero, che già vediamo il nuovo anno come spazio della speranza e tempo propizio per sanare i nostri dissesti.
Spogliaci, Signore, di ogni ombra di arroganza. Rivestici dei panni della misericordia e della dolcezza. Donaci un futuro gravido di grazia e di luce e di incontenibile amore per la vita.
Aiutaci a spendere per te tutto quello che abbiamo e che siamo. E la Vergine tua Madre ci intenerisca il cuore. Fino alle lacrime.

Catechesi

L’esperienza laicale comboniana è cominciata timidamente intorno al 1975. Poi si è andato sviluppando in varie forme e in diversi paesi. Oggi, il fenomeno dei Laici Missionari Comboniani (LMC) è una realtà in movimento, che sta trovando a poco a poco un posto ed una sua fisionomia più precisa all’interno della grande famiglia missionaria comboniana.
Per la famiglia comboniana, in realtà, è semplicemente un ritorno alle origini. All’intuizione e convinzione di Comboni, per il quale la missione è compito di tutta la Chiesa e di tutti nella Chiesa.
Per il suo vicariato dell’Africa Centrale, infatti, egli chiama ed accoglie anche laici, uomini e donne, europei e africani. A loro, come ai sacerdoti e alle religiose, chiede di dedicarsi totalmente e senza riserve alla missione.
Più di cent’anni più tardi, il Concilio Vaticano II rilancia con maggior chiarezza ed autorevolezza la stessa idea, riconoscendo in pieno la vocazione e il dovere missionario dei laici nell’evangelizzazione del mondo.
Sull’onda di questa nuova consapevolezza missionaria, un numero crescente di laici, celibi o sposati, si sente chiamato ad assumere la propria responsabilità attraverso un impegno di animazione missionaria delle Chiese locali e della società a cui appartengono, nei gruppi parrocchiali, nell’ambiente di lavoro e in movimenti che promuovono la giustizia e la pace.
La loro testimonianza laicale e familiare, lo stile evangelico e controcorrente della loro vita, aperto ai bisogni e diritti di tutti i popoli del mondo, specialmente di quelli abbandonati ed esclusi, diventano un modello di riferimento e uno strumento di evangelizzazione.
Fra quanti vivono con coerenza la natura missionaria del loro battesimo, alcuni – sia celibi che sposati – si sentono chiamati anche ad impegnarsi direttamente in un servizio missionario laicale sul campo, lasciando la patria e mettendosi al servizio della Chiesa locale in un altro paese.
Dopo un periodo di discernimento in cui verificare e maturare la loro vocazione missionaria, i Laici Missionari Comboniani iniziano allora un cammino di preparazione specifica che li porta alla partenza in vista di un impegno preciso, nel contesto di un contratto a tempo determinato con la realtà ecclesiale che li riceve e alla quale presteranno servizio.
Il tipo di servizio dipende dalle qualifiche professionali dei laici e dai bisogni della comunità di destinazione, e viene vissuto non semplicemente come un lavoro di volontariato ma come risposta alla propria vocazione missionaria. Per questo il laico missionario continua ad essere tale e si impegna per la missione anche quando rientra in patria, al termine del suo contratto.
I LMC si caratterizzano per la condivisione del carisma e spiritualità di San Daniele Comboni. La sua vita ed esperienza diventano fonte e criterio di ispirazione per lo stile di servizio missionario dei laici, che in genere lavorano in stretta collaborazione e corresponsabilità con le missionarie e i missionari comboniani.
La grande varietà di situazioni dei paesi e continenti in cui è presente la famiglia comboniana ha fatto sì che siano sorti gruppi di LMC con modalità e caratteristiche diverse.
All’organizzazione e alle strutture più marcate di alcune esperienze fa riscontro una maggior flessibilità di altre, specialmente quelle che stanno muovendo i primi passi. Il tempo e l’esperienza contribuiranno a precisare ancora meglio gli elementi essenziali e irrinunciabili di una comune identità comboniana laicale.
Ciò che fin d’ora emerge e si impone come necessario patrimonio comune nel confronto fra i diversi gruppi e nel servizio di coordinamento internazionale che li accompagna, è una forte passione per la missione secondo il carisma e l’esperienza di Daniele Comboni.
Da questo scaturisce un’ultima caratteristica, molto importante per i LMC che vanno in missione: la vita in comunità.
Tutti fanno riferimento alla comunità comboniana più vicina, sia per l’attività di animazione missionaria che svolgono sia per un cammino di formazione e crescita nella spiritualità comboniana. Per l’accompagnamento, discernimento e preparazione specifica dei LMC che intendono partire per la missione.

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