Incontro 26 ottobre 2019

Bari | 01 Dic 2019

MOMENTO DI PREGHIERA INIZIALE

Canto: Kumbaya

Lettore 1: Il 15 ottobre 2017 papa Francesco indiceva un Sinodo speciale dei vescovi per la regione panamazzonica, avente come obiettivo principale “individuare nuove vie per l’evangelizzazione di quella porzione del popolo di Dio, specialmente degli indigeni, spesso dimenticati e senza prospettive di un avvenire sereno, anche a causa della crisi della foresta amazzonica, polmone di capitale importanza per il nostro pianeta”.
Il cardinale Cláudio Hummes, nominato dal papa relatore generale del Sinodo, afferma che “il Sinodo porterà nuove strade per l’Amazzonia e questo si rifletterà in tutto il mondo, in quanto tratta temi che vanno dalla crisi climatica ed ecologica al volto di una Chiesa sempre più missionaria, dai nuovi modelli di sviluppo al diritto universale all’acqua, dal futuro di questa regione, ma anche e soprattutto al futuro della Chiesa, affinché il grido dei poveri e della terra non rimanga inascoltato”.

Preghiamo insieme la preghiera per il Sinodo

Signore, aiuta la tua Chiesa ad ascoltare
i popoli dell’Amazzonia,
e a rispondere con loro
alla devastazione
delle persone e dell’ambiente.
L’Amazzonia in tutta la sua biodiversità
e ricchezza culturale
è “uno specchio di tutta l’umanità”.
Per difenderlo, tutti dobbiamo fare dei cambiamenti – in noi stessi,
nelle nostre nazioni,
e all’interno della Chiesa.
Mentre percorriamo questo cammino
che Laudato Si’ mette di fronte a noi
cerchiamo di essere più consapevoli
della crisi ecologica e culturale
del bacino amazzonico,
e imparare ad assistere e custodire meglio la creazione.
Cerchiamo di unirci coraggiosamente
per combattere
contro le ingiustizie, tra cui:
perdita di territorio,
sfruttamento,
minacce alla biodiversità
e l’imposizione di
modelli culturali ed economici
che sono estranei alla vita delle popolazioni indigene, ovunque.
Insegnaci, Signore, ad ascoltare profondamente, ad agire con giustizia,
ad amare con tenerezza
e a camminare umilmente su questa terra.
Amen.

Lettore 2: Padre Ezechiele Ramin, missionario comboniano originario di Padova, è uno dei tanti martiri della lotta per la difesa dell’Amazzonia, delle sue genti e dei diritti umani.
Durante il Sinodo per l’Amazzonia, qualche giorno fa, gli indigeni dell’Amazzonia hanno invocato lo Spirito dell’acqua, della terra, della foresta. Hanno abbracciato con grandissima emozione i fratelli di Lele Ramin, giovane missionario comboniano ucciso 34 anni fa per essersi schierato dalla loro parte. Hanno cantato e portato in processione la copia della sua maglia bagnata di sangue.
Sempre in occasione del Sinodo, Antonietta Papa, suora in Amazzonia e compagna di lavoro e di lotta, ricorda gli ultimi giorni di Lele minacciato di morte ma senza paura: «La fiducia in Dio ci impegna fino in fondo, amava ripetere».

Lettore 3: Estratto della lettera di padre Ezechiele Ramin a suor Giovanna Dugo e a suor Liliana Barzon (Cacoal, 25 dicembre 1984)

Carissima Giovanna, carissima Liliana,
oggi qui è Natale, per questo vi scrivo. Ho letto con attenzione le vostre lettere. Avete lavoro in abbondanza. Vi spedisco le foto di un leader indio assassinato un anno fa: Marçal Tupã-i. Ho fatto il conto matematico: ogni cinque giorni un leader delle CEBs (Comunità ecclesiali di base) viene assassinato. Chi vince uccidendo pare che abbia anche ragione, ma io so già fin d’ora che i morti gli apparterranno.
La morte è buona con noi solo se ci aiuta, senza forzarci la mano, a ben guardarci l’un l’altro come fratelli e sorelle. Qui molta gente aveva terra, è stata venduta. Aveva casa, è stata distrutta. Aveva figli, sono stati uccisi. Aveva aperto strade, sono state chiuse. A queste persone io ho già dato la mia risposta: un abbraccio!

Condivisioni, risonanze, preghiere spontanee alla luce dei messaggi ascoltati

Gesto dell’abbraccio

Ci scambiamo vicendevolmente un abbraccio, piccolo gesto di fraternità, vicinanza, incoraggiamento per le grandi e piccole sfide quotidiane che ciascuno/a di noi si trova ad affrontare in questo momento della propria vita.

Canto: Pai nosso dos mártires

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