Uganda
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23 ottobre 2011 - Giornata Missionaria Mondiale
Uganda
Missione a costo zero... missione a costo della vita!

Cari amici,
cogliamo l'occasione della Giornata Missionaria Mondiale per inviarvi un saluto, un abbraccio e qualche breve riflessione. Non vogliamo tediarvi particolarmente con racconti commoventi o descrizioni strappalacrime, non è questo di cui ha bisogno l'Africa. Non vogliamo neanche passare per chi, in Africa solo da due mesi e mezzo, pretende di aver capito tutto. Ci piacerebbe solo condividere un'osservazione che speriamo dia un po' fastidio, che speriamo arrivi un po' nel profondo, che speriamo elimini per sempre la comoda idea che fare missione significhi dare dei soldi! Già, ciò di cui ci stiamo più rendendo conto è che l'Africa non ha bisogno dei nostri soldi e che è troppo comodo per noi aprire il portafoglio, magari solo in occasione della giornata missionaria mondiale oppure a favore di qualche ONLUS e non pensare più a quei poveri negretti che muoiono di fame. No, fare missione, ossia essere cristiani, oggi nel 2011, significa soprattutto fare scelte quotidiane consapevoli; significa informarsi sulle ragioni per cui l'Africa si trova in quelle condizioni, significa promuovere (in Uganda come a Rho) stili di vita sobri e sostenibili, significa non mettere sempre al primo posto nelle nostre decisioni il guadagno economico che ne traiamo, significa credere veramente che “il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo” (Effetto farfalla – teoria del caos), significa anche non ritenere una barzelletta che “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano” (Madre Teresa di Calcutta) perché, in fondo, l'oceano è fatto di gocce.
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Progetto Aber
Uganda
In questo progetto lavorerano per tre anni Marco e Maria Grazia con il piccolo Francesco.
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Notizie da Aber
Uganda

Aber, 18 maggio 2011

Anche se lontano, sono in comunione con voi per l’Assemblea italiana dei LMC.
Sono Caterina, LMC in Uganda, nella Diocesi di Lira, guidata da un comboniano, Giuseppe Franzelli. Sono medico nell’ospedale “Pope John XXIII” di Aber, ospedale diocesano situato in una zona rurale. La popolazione della nostra diocesi appartiene alla tribù dei Langi.
Attualmente non ci sono comboniani ad Aber, anche se le origini dell’ospedale e della parrocchia sono comboniane.
Il 21 maggio si festeggerà a Gulu un grande evento, il centenario della presenza comboniana nel Nord dell’Uganda. È una Chiesa giovane, bisognosa della comunione con le Chiese sorelle.
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Lettera di Caterina
Uganda

Lira, 24 febbraio 2010

Ciao,

dopo 7 mesi di permanenza in Uganda posso cominciare a dire qualcosa… Dopo un primo periodo abbastanza movimentato e di adattamento adesso mi sto quasi sentendo a casa. Sto lavorando nel reparto di medicina dell’ospedale "Pope John XXIII" di Aber, nella Diocesi di Lira, ospedale diocesano diretto da mons. Giuseppe Franzelli, comboniano bresciano. Purtroppo dove abito non ci sono comunità di comboniani/e, anche se si respira il Comboni dappertutto, come in tutto il Nord dell’Uganda, perché il passato come il presente sono stati e sono segnati fortemente dalla presenza dei comboniani.
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