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Benvenuti ad Açailândia! Restate un momento in Maranhão, angolo dimenticato da molti in Brasile... ma superprotetto dalle grandi multinazionali del ferro, della soia, del legno. Ci chiediamo: cosa significa vivere la missione oggi? Capiremo su quali strade ci incammina il Vangelo di Gesù, nato a Nazareth ma rinato ogni volta nelle comunità che r...esistono.
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Brasile
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Cari amici,
sono ormai due anni che viviamo qui ad Açailândia nell'interior del Brasile. Interior in portoghese potrebbe essere tradotto in entroterra, ma in realtà qui è sinonimo di periferia: periferia rispetto alle cose che contano, che sono i grandi centri economici, politici e finanziari del Paese e anche rispetto alle grandi concentrazioni di persone nelle capitali. Periferia è quasi quel numero dopo la virgola che si può ignorare. Anzi è ignorato da chi vuole dipingere il Brasile in base al suo PIL e alle sue imprese simbolo del "capitalismo verde" (Vale e Petrobras in primo luogo)... senza parlare del carnevale, della coppa del mondo e delle olimpiadi... Ma in realtà questo numero pesa, e molto, per esempio sull'indice di sviluppo umano: il Brasile è la sesta economia mondiale, ma come indice di sviluppo è all'84° posto. In questo senso Açailândia è l'emblema di uno sviluppo inumano che ha sempre favorito la concentrazione di capitale e di terra. Il risultato è una città in cui l'educazione e la salute sono diritti accessori. È della scorsa settimana la notizia che una signora della nostra comunità (quasi una nonna adottiva per noi) è morta perché nessun medico l'ha visitata nell'ospedale pubblico. Donna Graziana tutte le volte che la incontravamo ci abbracciava con una forza inaspettata per una signora della sua età e con una tenerezza che non ci si aspetterebbe davanti alla vita dura che aveva vissuto. A dicembre si era sposata con l'uomo con il quale aveva vissuto da quarant'anni, non è mai tardi per realizzare i propri sogni. I suoi sorrisi sereni ti facevano capire che hai sempre cercato la felicità nel posto sbagliato...
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Brasile
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Cari tutti,
noi qui stiamo bene.
Oggi c'erano a pranzo da noi 5 ragazzine di una comunità vicino casa nostra (15-17 anni) a cui avevamo promesso "cucina italiana". Abbiamo fatto una pasta e una frittata, le hanno mangiate, ma erano sconvolte dal fatto che non ci fossero il riso e i fagioli... è stato buffo.
Stanotte ha piovuto fortissimo e oggi si sta bene, infatti da poche settimane è ricominciata la stagione delle piogge dopo 6 mesi di secco.
Oggi pomeriggio Federico è stato a Piquiá accompagnando un corso di video e Ilaria sta cercando di prendere appuntamento con un'istituzione pubblica che organizza corsi di formazione per vedere di iniziare, sempre a Piquiá, un corso di auxiliar administrativo (segreteria) per i giovani, e un corso di "cucina per feste" per delle signore (per fare salatini e torte da vendere... l'economia informale è la principale fonte di reddito nel quartiere).
A parte questo stiamo accompagnando la comunità di Santa Teresa, (per capirsi, la nostra parrocchia qui è composta da 30 comunità, varie sono le chiese delle frazioni rurali, poi ci sono 4 comunità qui nel centro e 3 nel quartiere industriale di Piquiá. Santa Teresa è una chiesina dove al momento si celebra solo il giovedì, ma ci sono già varie classi di catechismo e un gruppo di giovani). Ogni comunità ha un suo consiglio di coordinatori. Santa Teresa ancora no, e noi dovremmo far sì che se ne costituisca uno.
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Brasile
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Breve resoconto del primo anno di esperienza dei Laici Missionari Comboniani inseriti nella comunità Açailândia-Piquiá in Brasile
Il contesto che abbiamo trovato
Ad Açailândia, nel Maranhão, l'esperienza di collaborazione con i laici missionari comboniani (LMC) viene da lontano: quindici anni fa due laiche spagnole hanno fondato insieme ai missionari comboniani il 'Centro de Defesa da Vida e dos Direitos Humanos' (CDVDH) e installato la Pastoral da Criança (pastorale dell’infanzia) nella città. Dieci anni fa un terzo laico spagnolo ha cominciato la sua esperienza, che dopo molta insistenza ha permesso la fondazione della scuola agraria 'Casa Familiar Rural' (CFR).
Il nostro arrivo in Brasile risale a marzo 2010, un anno fa, dopo un periodo di formazione iniziato con il GIM (2004-2007), seguito da una visita in Brasile (2008) e concluso dopo quasi un anno (2009) di permanenza nella comunità di famiglie di ACF (Associazione Comunità e Famiglia) del Castellazzo a Basiano (MI). In questo periodo abbiamo anche frequentato il corso del Centro Unitario Missionario a Verona.
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Brasile
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Carissimi amici LMC di Venegono, Pace!
Un grande abbraccio da Açailândia. Vi ringraziamo di nuovo per il sostegno che ci state dando e rinnoviamo l'invito a venirci a trovare! Seguiamo con attenzione le vicende del vostro progetto di vita comunitaria, per noi i mesi passati in ACF a Castellazzo sono stati una svolta.
Vi scriviamo oggi, appena rientrati in casa da una visita di due giorni nella zona rurale della parrocchia, in un accampamento del Movimento Sem Terra distante circa 80 Km dal centro della città chiamato significativamente Boa Esperança. Si tratta di un villaggio di 110 famiglie creato tre anni fa dall’INCRA (l’istituzione pubblica che regola la riforma agraria e la distribuzione di terre del governo federale) in una regione abusivamente occupata da un fazendero locale. La situazione è molto difficile, il “finto proprietario”, grazie ad una forte collusione con i governanti locali, non sta accettando la distribuzione della terra e vari dei nostri leader (coordinatori della CEB, comunità ecclesiale di base) stanno soffrendo minacce e intimidazioni. Nonostante gli otto anni di governo Lula, il conflitto per la terra qui in Maranhão non è una questione risolta. Le comunità di agricoltori familiari sono spesso abbandonate dalle istituzioni e accerchiate da monocolture e fazendas di bestiame di grandi proprietari che ancora fanno uso di jagunços e pistoleros (guardie armate) per risolvere tutto ciò che considerano un problema...
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Brasile
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[...] Ci stiamo rendendo conto che la vita qui in Brasile è ben cara, noi ci siamo imposti di limitare le nostre spese a un salario minimo (500 R$ che sono circa 250 euro) a testa. Questo è quello che guadagna in media una famiglia semplice dove entrambi i genitori lavorano, ma a dire il vero questa è la realtà di ben pochi, soprattutto perché le famiglie con 2 genitori sono rare e predomina un'economia informale fatta di banchetti ambulanti e venditori porta a porta. Per esempio, ieri tornando a casa ho incontrato 4 bambine del nostro bairro che morivano dalla voglia di fare due chiacchiere con uno straniero, ovviamente mi sono prestato e ho risposto al loro interrogatorio (di dove sei? sei un padre? perché non hai figli?...) e poi quasi a ricambiare le informazioni una bambina mi dice che il suo padrino abitava a Imperatriz (probabilmente la città più lontana che conosceva... a 80 Km da Açailândia). Ne ho approfittato per fare qualche domanda ed è venuto fuori questo quadro familiare tutt'altro che inedito: questa bambina viveva con la mamma e un sacco di fratelli e sorelle, il padre naturale se ne era già andato da un pezzo come anche il padrino, un'altra bambina aveva perso il padre parecchi anni fa, la terza bambina invece non aveva idea di dove fosse suo papà e la quarta bambina, di 8-9 anni, con un po' di rassegnazione mi dice che lei sapeva bene dove era suo padre... nel bar all'angolo a bere cachaça tutto il giorno! [...]
Um abraço
Federico e Ilaria |
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