IL PROVINCIALE DEI MISSIONARI COMBONIANI SCRIVE AI LC, Aprile 2007
Notizie
Firenze, 8 Aprile 2007
Giorno di Pasqua del Signore

Al Gruppo di Coordinamento Laici Comboniani

Cari amici,

prosegue a passi lenti il processo di riflessione sul laicato comboniano, per il quale il Superiore Provinciale mi ha trasmesso alcuni aggiornamenti, maturati in seguito alla lettera inviata in settembre ai superiori delle comunità comboniane in Italia. La domanda di fondo era quali fossero, secondo loro, i criteri essenziali per poter riconoscere e identificare un gruppo come ‘gruppo di laici comboniani'. Criteri che potessero essere riconosciuti comuni e normativi a tutte le comunità comboniane in Italia, per evitare il possibile ripetersi di alcune situazioni di non chiarezza da ambedue le parti in questione.

Queste sono ciò che appaiono come conclusioni di un sentire sostanzialmente comune dei missionari comboniani.

Caratteristiche di 'identità' ritenute essenziali per un gruppo che si vuole definire o presentarsi come di 'laici comboniani' sono le seguenti:

  1. Un gruppo di persone che vive una vita di fede con un accento comboniano (conoscenza di e rapporto spirituale con San Daniele Comboni).
  2. Un gruppo aperto alla missione, sia come attenzione, formazione, spirito e azione/animazione missionaria (qualsiasi siano le forme che poi questa animazione prende in concreto).
  3. Che abbia e mantenga un legame con la comunità comboniana più vicina, e sia presente nei momenti più significativi della vita comboniana di tale comunità, prima di tutto.
  4. La collaborazione con attività missionarie e comboniane deve fare i conti con una certa autonomia di scelta e azione da parte del gruppo stesso. No a impegni imposti unilateralmente e a legami di troppa dipendenza o imitazione.
  5. Per raggiungere tali obiettivi si vede indispensabile che sia chiaro chi sia il referente della comunità nei rapporti tra comunità locale e gruppo di laici (e viceversa).
  6. Parimenti, ogni gruppo abbia momenti/cammini di formazione e preghiera comuni e programmati.

Inoltre il Consiglio Provinciale, in un incontro recente, proponeva alcune aggiunte che, dopo un ultimo giro di consultazione, diventeranno operative. Ve le elenco con le loro spiegazioni, per vostra conoscenza e opinione.

1.1   Il referente ordinario della comunità comboniana è l'incaricato dell'animazione missionaria, che opera sempre in stretta collaborazione col superiore locale. Questo per evitare che la comunità deleghi tutto ad una persona, o che l'animatore si muova senza la necessaria comunione e consultazione (cose già successe).

1.2     Parimenti, si chieda al gruppo lc di scegliere una persona come referente ordinario.

1.3    Nella Programmazione comunitaria della comunità locale si specifichi date e momenti di incontro tra comunità e gruppo laici comboniani (di nuovo, per evitare malintesi o non chiarezze).

1.4    La Provincia Italiana si impegna ad organizzare due momenti annuali (uno al Sud e uno al Nord) di formazione e spiritualità comboniana su temi legati al cammino della Provincia e/o dell'Istituto (questo per assicurare proposte e cammini comuni, lasciando liberi gruppi o comunità per altre tematiche più legate ai contesti locali). Di questi momenti annuali si fa carico, per quanto ci concerne,  il segretario dell'Animazione Missionaria insieme all'incaricato della Formazione Permanente e eventuali interlocutori indicati dai laici comboniani.

1.5   Per il momento si ritiene opportuno mantenere una distinzione chiara tra LC (Laici Comboniani) e LMC (Laici Missionari Comboniani: questi ultimi godono di una attenzione e normativa diversa da parte dell'Istituto come tale), anche se, ovviamente, legami tra le due entità sono evidenti.

1.6  Come di norma, la PI ha un incaricato comboniano per gli LMC (e una commissione che lo affianca).   Al momento presente l'incaricato è p. Claudio Longhi (Bari).

1.7  Per quanto riguarda il rapporto con i gruppi LC, si rimanda ai risultati di una consultazione ulteriore con gli LC la necessità (o meno) e con quali compiti (se sì)  di un  ‘referente’ comboniano a livello provinciale. In ogni caso si vuole evitare il pericolo che la presenza di un 'incaricato' provinciale tolga responsabilità alle comunità locali e ai loro referenti, comboniani e laici, o aiuti una mentalità di delega o tutela da parte di queste.

1.8   In rispetto ai gruppi e laici comboniani che stanno perseguendo l'ideale di una casa-famiglia sul modello ACF, ma con una spiritualità comboniana, si ritornerà sull'argomento a breve, a conclusione del discernimento tuttora in atto con i vari interlocutori e proposte emerse.

1.9 Per quanto riguarda l'A.Vo.Co, si chiede al superiore provinciale di fare maggiore chiarezza su alcune questioni ricorrenti.

Per quanto riguarda la nostra posizione ci viene richiesto un contributo, testualmente scrivono:

  1. se e quale coordinamento nazionale dei gruppi di laici comboniani si riveli necessario e con quali compiti (e modalità eventuali di scelta dei rappresentanti eccetera). Tenendo presente, però, la nostra preoccupazione di fondo di riaffermare i legami originali dei vari gruppi con le comunità comboniane locali (e loro contesti) e il fatto che ci sono concezioni e modelli di coordinamento nazionale che possono favorire (od ostacolare) questo. E’ chiaro che non siamo entrati in merito ad una visione  più ampia o profetica di un cammino laicale comboniano, idealità, partecipazione nel carisma eccetera.  Su questo aspettiamo il vostro apporto ora e in futuro, tenendo presente cammini già intrapresi e riflessioni già maturate.

Invito quindi voi, quali attuali rappresentanti del Gruppo di Coordinamento Nazionale, ad organizzare nel vostro gruppo locale un esame e discussione alla luce di quanto sopra.

La raccolta delle vostre informazioni è a cura del sottoscritto, entro il 10 di Maggio, in modo da farle pervenire al Superiore Provinciale entro metà maggio, come da lui richiesto.

Grazie ed un augurio a tutti di un buon lavoro e di una Santa Pasqua.

Piero

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Titolo:
Commento: