Incontro 21 settembre 2019

MOMENTO DI PREGHIERA CONCLUSIVO

 

Canto: Anima missionaria (1a strofa e ritornello)

Signor, dammi una vita nuova,
prima che la speranza,
svanisca dentro me.
Son pronto, a quello che tu vuoi,
far della vita un dono,
tu chiamami a servir.

Portami dove c’è gente,
che ha bisogno della tua Parola,
della fede, e della carità.
Dove manca la speranza,
dove tutto è sempre buio,
che io porti, la luce del tuo amor.

 

1° MOMENTO: in ascolto del Magistero della Chiesa

Lettore 1: Ogni inizio di anno pastorale è segnato da alcuni appuntamenti che ci propongono di dedicare la nostra preghiera, soffermare la nostra riflessione e alimentare il nostro impegno sui temi dell’integrità del creato e della missione. Accanto a questi due temi, da quest’anno nel calendario della Chiesa universale se ne aggiunge un terzo: le migrazioni.

Attraverso alcuni segni e alcuni stralci dei messaggi in preparazione alle Giornate dedicate a queste tematiche, ci predisponiamo a vivere a livello diocesano – assieme a padri e suore comboniane – gli appuntamenti in programma nelle prossime settimane.

 

Viene portato dinanzi all’altare un catino con l’acqua, uno dei segni del sacramento del Battesimo.

Lettore 2: Dal messaggio di papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale

Cari fratelli e sorelle,
per il mese di ottobre del 2019 ho chiesto a tutta la Chiesa di vivere un tempo straordinario di missionarietà per commemorare il centenario della promulgazione della Lettera apostolica “Maximum illud” del Papa Benedetto XV [...].
Il titolo del presente messaggio è uguale al tema dell’Ottobre missionario: Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo.
[...] È un mandato che ci tocca da vicino: io sono sempre una missione; tu sei sempre una missione; ogni battezzata e battezzato è una missione. Chi ama si mette in movimento, è spinto fuori da sé stesso, è attratto e attrae, si dona all’altro e tesse relazioni che generano vita. Nessuno è inutile e insignificante per l’amore di Dio. Ciascuno di noi è una missione nel mondo perché frutto dell’amore di Dio.
[...] Nel Battesimo è insito l’invio espresso da Gesù nel mandato pasquale: come il Padre ha mandato me, anche io mando voi pieni di Spirito Santo per la riconciliazione del mondo (cfr Gv 20,19-23; Mt 28,16-20). Al cristiano compete questo invio, affinché a nessuno manchi l’annuncio della sua vocazione a figlio adottivo, la certezza della sua dignità personale e dell’intrinseco valore di ogni vita umana dal suo concepimento fino alla sua morte naturale. Il dilagante secolarismo, quando si fa rifiuto positivo e culturale dell’attiva paternità di Dio nella nostra storia, impedisce ogni autentica fraternità universale che si esprime nel reciproco rispetto della vita di ciascuno. Senza il Dio di Gesù Cristo, ogni differenza si riduce ad infernale minaccia rendendo impossibile qualsiasi fraterna accoglienza e feconda unità del genere umano. […]

Lettore 1: Mentre rileggiamo e meditiamo in silenzio il messaggio ascoltato, passerà il catino con l’acqua: facciamo memoria, intingendo le nostre dita e segnandoci con il segno della croce, del Battesimo ricevuto, il sacramento che secondo papa Francesco ci rende “discepoli e missionari”.

 

Viene portato dinanzi all’altare un cestino, l’elemento che rappresenta lo scarto.

Lettore 3: Dal messaggio di papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

[...] Le società economicamente più avanzate sviluppano al proprio interno la tendenza a un accentuato individualismo che, unito alla mentalità utilitaristica e moltiplicato dalla rete mediatica, produce la “globalizzazione dell’indifferenza”. In questo scenario, i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta sono diventati emblema dell’esclusione perché, oltre ai disagi che la loro condizione di per sé comporta, sono spesso caricati di un giudizio negativo che li considera come causa dei mali sociali. L’atteggiamento nei loro confronti rappresenta un campanello di allarme che avvisa del declino morale a cui si va incontro se si continua a concedere terreno alla cultura dello scarto. Infatti, su questa via, ogni soggetto che non rientra nei canoni del benessere fisico, psichico e sociale diventa a rischio di emarginazione e di esclusione.
Per questo, la presenza dei migranti e dei rifugiati – come, in generale, delle persone vulnerabili – rappresenta oggi un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanità, che rischiano di assopirsi in un tenore di vita ricco di comodità. Ecco perché “non si tratta solo di migranti”, vale a dire: interessandoci di loro ci interessiamo anche di noi, di tutti; [...] ascoltando loro, diamo voce anche a quella parte di noi che forse teniamo nascosta perché oggi non è ben vista.
[...] Dunque [...] si tratta [...] del presente e del futuro della famiglia umana. I migranti [...] ci aiutano a leggere i “segni dei tempi”. [...] Attraverso di loro il Signore ci invita a riappropriarci della nostra vita cristiana nella sua interezza e a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione, alla costruzione di un mondo sempre più rispondente al progetto di Dio. […]

Lettore 1: Mentre rileggiamo e meditiamo in silenzio il messaggio ascoltato, ciascuno/a prenderà dalla pianta uno dei segnalibri sui quali sono riportati i quattro verbi che secondo papa Francesco esprimono “la missione della Chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali: accogliere, proteggere, promuovere, integrare”.

 

Vengono portati dinanzi all’altare semi di varie essenze arboree, simboli della varietà del creato.

Lettore 4: Dal messaggio della Conferenza Episcopale Italiana per la Giornata Nazionale per la Custodia del Creato

Imparare a guardare alla biodiversità, per prendercene cura: è uno dei richiami dell’Enciclica Laudato Si’ di papa Francesco.
[...] Nell’enciclica [...] l’invito alla contemplazione della bellezza si salda con la percezione della minaccia che grava sulla biodiversità, a causa di attività e forme di sviluppo che non ne riconoscono il valore. [...] In una creazione in cui tutto è connesso, infatti, ogni creatura – ogni essere ed ogni specie vivente – dispiega il suo grande valore anche nei legami alle altre. Intaccare tale rete significa mettere a rischio alcune delle fondamentali strutture della vita [...] con impatti che gravano soprattutto sui più fragili.
[...] Siamo chiamati [...] a convertirci, facendoci custodi della terra e della biodiversità che la abita.
[...] Si tratterà [...] di opporsi a tante pratiche che degradano e distruggono la biodiversità: si pensi al land grabbing, alla deforestazione, al proliferare delle monocolture, al crescente consumo di suolo o all’inquinamento che lo avvelena; si pensi altresì a dinamiche finanziarie ed economiche che cercano di monopolizzare la ricerca [...] o addirittura si propongono di privatizzare alcune tecnoscienze collegate alla salvaguardia della biodiversità.
Ma andranno pure contrastati – con politiche efficaci e stili di vita sostenibili – quei fenomeni che minacciano la biodiversità su scala globale, a partire dal mutamento climatico. […]

Lettore 1: Mentre rileggiamo e meditiamo in silenzio il messaggio ascoltato, passeranno tra noi i semi: ne prenderemo uno a testa e potremo poi piantarli, per contemplare e assaporare la loro biodiversità: colori, profumi, sapori, proprietà nutritive.

 

Canto: Anima missionaria (2a strofa e ritornello)

Ti do, il cuore mio sincero,
che grida con ardore:
“È bello il tuo amor”.
Signor, l’anima è missionaria,
esiste tanta gente,
che vive nel dolor.

Portami dove c’è gente,
che ha bisogno della tua Parola,
della fede, e della carità.
Dove manca la speranza,
dove tutto è sempre buio,
che io porti, la luce del tuo amor.

 

2° MOMENTO: condivisioni, risonanze, preghiere spontanee alla luce dei messaggi ascoltati

 

PREGHIERA IN PREPARAZIONE DEL SINODO PER L’AMAZZONIA

Lettore 1: L’autunno di quest’anno si caratterizza anche da un altro appuntamento: il Sinodo per l’Amazzonia. Avremo modo di ritornare su questo evento in prossime occasioni di incontro. Per ora, ci uniamo a quanti e a quante – provenienti dai paesi nei quali si estende la foresta amazzonica – converranno a Roma dal 6 al 27 ottobre, pregando insieme:

Signore, aiuta la tua Chiesa ad ascoltare
i popoli dell’Amazzonia,
e a rispondere con loro
alla devastazione
delle persone e dell’ambiente.
L’Amazzonia in tutta la sua biodiversità
e ricchezza culturale
è “uno specchio di tutta l’umanità”.*
Per difenderlo, tutti dobbiamo fare dei cambiamenti – in noi stessi,
nelle nostre nazioni,
e all’interno della Chiesa.

Mentre percorriamo questo cammino
che Laudato Si’ mette di fronte a noi
cerchiamo di essere più consapevoli
della crisi ecologica e culturale
del bacino amazzonico,
e imparare ad assistere e custodire meglio la creazione.
Cerchiamo di unirci coraggiosamente
per combattere
contro le ingiustizie, tra cui:
perdita di territorio,
sfruttamento,
minacce alla biodiversità
e l’imposizione di
modelli culturali ed economici
che sono estranei alla vita delle popolazioni indigene, ovunque.

Insegnaci, Signore, ad ascoltare profondamente, ad agire con giustizia,
ad amare con tenerezza
e a camminare umilmente su questa terra.
Amen.

* Prologo, Documento di lavoro, Sinodo per l’Amazzonia

 

Canto: Anima missionaria (3a strofa e ritornello)

Così, le labbra canteranno,
e a tutti annunceranno,
la tua potenza Signor.
Avrò, le braccia mie protese,
parole di conforto,
la forza del pregar.

Portami dove c’è gente,
che ha bisogno della tua Parola,
della fede, e della carità.
Dove manca la speranza,
dove tutto è sempre buio,
che io porti, la luce del tuo amor.

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