Incontro 12 gennaio 2014

Preghiera del mattino

 

O Dio, vieni a salvarci.
Signore, vieni presto in nostro aiuto.
Gloria…

 

Sopprimendo Dio dal destino umano, si è creata la civiltà del disgusto e della disperazione.
E l’uomo si è forgiato un nuovo padrone, il più tiranno, il più subdolo, il più triste che ci sia: il denaro.
Il male del secolo è il denaro. Meno ancora per il potere che esso esercita quanto per la devozione di cui lo si circonda.
La banconota – anche quando non ci si fa illusione sul suo reale valore – è diventata l’idolo stesso della felicità.
Non si conosce altra strada per essere felici se non quella di sforzarsi di diventare ricchi.
Signore, difendici dal denaro; che i nostri cuori non siano più corrosi dal desiderio sordido di essere ricchi o potenti.

Raoul Follereau


Signore, che cosa abbiamo fatto di Te?
Un contabile, un cassiere che restituisce la moneta delle buone azioni vendute.
Uno stregone che si vendica e maledice. Un bottegaio che vende ai suoi falsi devoti piccole porzioni di paradiso.
Tu, la cui potenza sfolgora tutt’intera nel più piccolo slancio d’amore.
Limitarsi a denunciare, anzi a distruggere delle immagini del Creatore che ci sembrano insolite, anziché dare loro il soffio della carità che le animerebbe,
accontentarsi di abbattere idoli che sono, anche se scandalosi, la consunta testimonianza di una fede autentica,
compiacersi di condannare modi di credere e di vivere perché non sono i nostri, in cosa questi San Bartolomeo spirituali hanno fatto avanzare il regno di Dio?

Raoul Follereau

 

Siate intransigenti sul dovere di amare. Non cedete, non venite a compromessi, non retrocedete. Ridete in faccia a coloro che vi parleranno di prudenza, di convenienza, che vi consiglieranno di “mantenere il giusto equilibrio”, i poveri campioni del “giusto mezzo”.
E poi, soprattutto, credete nella bontà del mondo. Nel cuore di ogni uomo vi sono dei tesori prodigiosi d’amore; sta a voi scoprirli. La più grande disgrazia che vi possa capitare è di non essere utili a nessuno, è che la vostra vita non serva a nulla.
Siate fieri ed esigenti. Coscienti del dovere che avete di costruire la felicità per tutti gli uomini, vostri fratelli; non lasciatevi sommergere dalle sabbie mobili delle velleità o dei “non è possibile”. Lottate a viso aperto.
Denunciate ad alta voce. Non permettete l’inganno attorno a voi. Siate voi stessi e sarete vittoriosi.
Perché l’amore rinasca nel mondo, dobbiamo lottare, lottare tutti i giorni. Lottare senza sosta.
E senza occuparci del resto. Voglio dire: dei vili, dei calcolatori o dei codardi. Fare ciò che si può, è troppo poco. Bisogna fare di più.
Bisogna fare molto di più. Molto di più di quanto si può. Per tentare di fare abbastanza. Bisogna fare di più. Ogni giorno. Tutti i giorni. Ogni amore seminato, presto o tardi, fiorirà.

Raoul Follereau

 

Lettura del Vangelo secondo Matteo (18,23-35)

Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello”.

 

Silenzio e risonanze

 

L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO.
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA’ IL BENE.
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI.
Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA’ IL BENE.
L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO.
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI.
Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA.
Da’ al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA’ IL MEGLIO DI TE.

Madre Teresa di Calcutta

 

Padre Nostro

Una risposta a “Incontro 12 gennaio 2014”

  1. Delia Clelia Incoronato scrive:

    Ciao a tutti, frequento da un po’ i laici comboniani di Milano, ma in realtà e con tutta sincerità andavo perché sono molto legata a p. Lino Spezia; l’ho conosciuto in circostanze particolari come nell’anno giubilare insieme alle persone del RINNOVAMENTO. Da quel giorno non sono più riuscita a staccarmi da lui. Ci sono voluti diversi anni, fino a quando nel 2013 a Limone mi sono decisa di passare da Monfortiana (che sarà sempre presente nel mio cuore) al Comboni per questo motivo: BASTA CON UNA VITA MEDIOCRE, FAI CON LA MADONNA (MONFORT) UN PASSO PIÙ IN LÀ, METTITI IN GIOCO E FIDUCIA IN LUI. GRAZIE DI CUORE, Delia. Dimenticavo, sono sola ed ho problemi di lavoro: sono in contratto di solidarietà al 35%, ho tutto sulle mie spalle. Vi chiedo aiuto, per adesso pregate per me.

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