Diario di bordo

Giorno 261

Ciao a tutti/e, come state?
Qui tutto bene, sono partito in fretta e furia da Bangui il 19 agosto, continuando lo studio della lingua sango direttamente sul campo a Mongoumba. Sono volati veloci come il vento circa 3 mesi.
Ecco un’altra canzone per esprimere a parole tutta l’immensità vissuta: COME UN FIUME, dei Nomadi.

Mongoumba…
HA L’ODORE DELL’Africa,
COME I SOGNI FATTI UN PO’ DI TERRA E FANGO.
COME I PIEDI DI CHI È STANCO MA CAMMINA,
PERCHÉ SA CHE QUESTA VITA È SOLO UN VIAGGIO.
UNA STRADA CHE NON SAI DOVE TI PORTA,
SE UN GIORNO TI PORTASSE IN QUALCHE POSTO.
NEI VILLAGGI DALLE CASE SFILACCIATE,
DOVE VIVERE È UNA LOTTA AD OGNI COSTO.

Domenica 22 ottobre la STRADA mi ha portato a Molabaye, distante solo 11 km da Mongoumba, come Emmaus da Gerusalemme; 2 ore di cammino: 6.15-8.15!
Non sono le case costruite a fianco della STRADA, ma è la STRADA che entra nella CASE SFILACCIATE, fatte di TERRA E FANGO, DOVE VIVERE È UNA LOTTA AD OGNI COSTO!
Già alle 6.15 tutti sono svegli e comincia la vita: chi pesta la manioca per preparare un po’ di cibo, chi intreccia bambù da rivendere per guadagnare un po’ di denaro, chi si fabbrica i mattoni di TERRA E FANGO per costruirsi la casa, chi lava i suoi bambini in un piccolo secchio con un po’ di acqua, i bambini scalzi che giocano con un pallone di foglie intrecciate!
Il ritmo del cammino lento… COME UN FIUME, perché tutti vengono a salutarti e i bambini appena ti scorgono in lontananza cominciano a gridare e saltare: “BWA BWA BWA” (padre) o “MUNGIU MUNGIU MUNGIU” (penso derivi da bonjour, uomo bianco); si schierano in fila, strette di mano, sorrisi in abbondanza, saluti a destra e a sinistra.
Ci saranno molti VIAGGI su questa STRADA e nella VITA di questa gente, perché mi hanno affidato il servizio pastorale del settore sud della parrocchia: 4 cappelle (Molabaye, Gouga, Ikoumba 1 e Ikoumba 2).

TANTE VOLTE L’HO INCONTRATO GIÙ AL MERCATO,
CON QUELL’ARIA BATTAGLIERA CHE LO INVADE.
CON LO SPIRITO GUERRIERO DEL SOLDATO,
CHE SI RIALZA CENTO VOLTE QUANDO CADE.
PERCHÉ SA CHE SI ALZERÀ CON ALTRI CENTO,
CHE TRA I CAMPI HA VISTO NASCERE E MORIRE.
COME NASCE E MUORE LÌ UN COLPO DI VENTO,
LA SPERANZA E LA VOGLIA DI DIRE.

Qui è una LOTTA, p. Alex Zanotelli direbbe che è la LOTTA tra il Dio della vita e il Sistema di morte che opprime la Repubblica Centrafricana!
I nostri campi di battaglia, dove tocchiamo il nostro limite umano, sono i 5 posti di Santé sparsi nella parrocchia. Sono piccoli ambulatori-farmacie che cerchiamo di visitare con regolarità, uno di questi si trova a Safa-Tavares. Le mamme arrivano con i loro bebè malnutriti, li pesiamo, misuriamo l’altezza, la circonferenza del braccio, test dell’appetito con un bel sacchettino di Plumpy’Nut (sembra burro d’arachidi molto nutriente), per qualcuno un po’ di medicine e valutiamo se il bambino faticosamente, con tutti i nostri sforzi umani, migliora. Operazioni sulla carta facili e semplici, ma i bebè si dimenano, urlano, gridano con tutta l’ARIA BATTAGLIERA CHE LI INVADE; tirano fuori tutto il loro SPIRITO GUERRIERO DEL SOLDATO, segno che sono pieni di vita, hanno voglia di lottare e combattere!!!

Mongoumba…
HA LO SGUARDO…
DELLE MOGLI, DELLE MADRI CHE OGNI SERA
ASPETTANO CON ANSIA LA MATTINA,
E OGNI MATTINA ASPETTANO SERA.
E NON SANNO MAI SE RIDERE O PREGARE
QUALCHE DIO CHE È LÌ AFFACCIATO ALLA FINESTRA.
PERCHÉ A VOLTE DIO NON SA COSA ASCOLTARE,
E FINGENDO MUOVE LA TESTA.

LO SGUARDO DELLE MADRI parla… anche se le nostre lingue sono diverse! Spesso LO SGUARDO DELLE MADRI urla “Il mio bambino sta male… fate qualcosa, vi prego!”. Sappiamo già dallo SGUARDO DELLE MADRI quale sarà l’esito della nostra battaglia! Qui i freddi numeri delle statistiche sulla mortalità infantile si fanno carne, hanno un volto e un nome!!! A volte, di notte, sentiamo le urla di madri inconsolabili che provengono dall’ospedale… “Un grido è stato udito, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata…” (cfr. Mt 2,18). Quali parole possono consolare una madre inerme che vede morire il suo bambino?
Madri che pregano dalla mattina alla sera… Il ritornello della canzone sembra il grido delle madri a Dio: “AI SIGNORI DELLA GUERRA DIAMO IL SANGUE, PERCHÉ È UN SANGUE CHE SA SCORRERE LONTANO. COME UN FIUME CHE ATTRAVERSA UN CONTINENTE ED INVADE TUTTI GLI ALTRI PIANO PIANO”.

TANTE VOLTE L’HO INCONTRATO NEI SOBBORGHI,
O NEI VICOLI SBUCARE TRA I PALAZZI.
COME UN FARO CHE PUNTA LA SUA LUCE
SUI BAMBINI CHE CORRONO SCALZI.
ED È LÌ CHE STRINGE I PUGNI UN’ALTRA VOLTA,
E UN’ALTRA VOLTA CORRE A LOTTARE.
HA IL CAVALLO PIÙ VELOCE DEL VENTO,
QUESTO VENTO CHE STA PER CAMBIARE.

I bambini scandiscono il nostro ritmo quotidiano, sono il nostro orologio.
Dopo la messa del mattino, senti il vociare dei bambini nel cortile, segno che è ora di finire di bere il tè e di cominciare la scuola 7.30; silenzio: tutti sono in classe; urla festanti: ricreazione 10.30; silenzio: tutti di nuovo in classe; urla festanti: scuola finita 12.30, è ora di pranzo! Dopo un po’ di silenzio, nel pomeriggio piccole testoline e occhi furbetti SBUCANO tra le finestre, alzi la testa e spariscono PIÙ VELOCI DEL VENTO, li senti CHE CORRONO SCALZI in veranda, sussurrano “Augustaaa, Annaaa, Simoneee”. Quando tutto il mondo sparisce è tempo della preghiera della sera, e la preghiera delle madri diventa la nostra preghiera: “AI PADRONI DELLA GUERRA DIAMO IL SANGUE, PERCHÉ È UN SANGUE CHE SA SCORRERE LONTANO. COME UN FIUME CHE ATTRAVERSA UN CONTINENTE ED INVADE TUTTI GLI ALTRI PIANO PIANO”.

… Perché Dio SA COSA (chi) ASCOLTARE!!!
Speriamo che il VENTO STIA PER CAMBIARE!!!

Un saluto, un abbraccio, un bacio, una preghiera e un GRAZIE…
Mi viene da dirvi Buon Natale, perché non so quando sarà la prossima volta che uscirò da Mongoumba!!!

Simone

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