| E-mail del 17 novembre 2010 |
| Brasile |
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Carissimi amici LMC di Venegono,
Pace! Un grande abbraccio da Açailândia. Vi ringraziamo di nuovo per il sostegno che ci state dando e rinnoviamo l'invito a venirci a trovare! Seguiamo con attenzione le vicende del vostro progetto di vita comunitaria, per noi i mesi passati in ACF a Castellazzo sono stati una svolta. Vi scriviamo oggi, appena rientrati in casa da una visita di due giorni nella zona rurale della parrocchia, in un accampamento del Movimento Sem Terra distante circa 80 Km dal centro della città chiamato significativamente Boa Esperança. Si tratta di un villaggio di 110 famiglie creato tre anni fa dall’INCRA (l’istituzione pubblica che regola la riforma agraria e la distribuzione di terre del governo federale) in una regione abusivamente occupata da un fazendero locale. La situazione è molto difficile, il “finto proprietario”, grazie ad una forte collusione con i governanti locali, non sta accettando la distribuzione della terra e vari dei nostri leader (coordinatori della CEB, comunità ecclesiale di base) stanno soffrendo minacce e intimidazioni. Nonostante gli otto anni di governo Lula, il conflitto per la terra qui in Maranhão non è una questione risolta. Le comunità di agricoltori familiari sono spesso abbandonate dalle istituzioni e accerchiate da monocolture e fazendas di bestiame di grandi proprietari che ancora fanno uso di jagunços e pistoleros (guardie armate) per risolvere tutto ciò che considerano un problema... Detto questo, noi stiamo bene. Il lavoro ha cominciato ad essere tanto e il tempo corre rapido. Tra meno di 2 settimane festeggeremo 8 mesi in Açailândia e dopo i primi 2-3 mesi di inserimento ormai siamo operativi a tempo pieno. Il progetto di formazione giovanile Ponto de Cultura è finalmente iniziato e noi ne siamo i coordinatori. Si tratta di un progetto finanziato dal ministero che qui in Açailândia si concentra sulla comunicazione alternativa. Si tratta di una bella opportunità per dei ragazzi che soffrono per la mancanza assoluta di proposte e di un sistema educativo inadeguato e inefficace. L’istruzione pubblica in Açailândia è pessima, classi di 40-50 alunni (il record quest’anno è di una prima elementare di 58 bambini) con professori esausti e sottopagati e un indice di analfabetismo che nel Maranhão sfiora il 30% della popolazione adulta. Così ci stiamo lasciando sempre più assorbire dalle attività con i ragazzi e dalla campagna Justiça nos Trilhos (Binari di Giustizia), che sta andando molto bene dal punto di vista della mobilitazione popolare che stiamo raccogliendo. Oltre ai corsi di comunicazione, a livello parrocchiale stiamo accompagnando i gruppi di giovani delle varie comunità. Già sono iniziate le attività in vista del Natale, con gruppi di preghiera nelle case e un concorso di presepi tra i gruppi di pastorale giovanile: ogni gruppo dovrà creare un presepio in cui ritrae la nascita di Gesù nella propria comunità. Il gruppo che costruirà il presepe migliore sarà premiato con un lettore CD da usare nelle attività. (Fa tenerezza vedere l’entusiasmo dei ragazzi all’idea di guadagnarsi un oggetto che un qualunque adolescente italiano già considera obsoleto e fuori moda...). Oltre a tutto questo, in questi giorni stiamo lottando molto insieme al Centro di Difesa della Vita di Açailândia contro la gestione dell'amministrazione municipale. Il giorno dopo le elezioni sono state dimesse più di 300 persone del sistema di salute del comune. Già la situazione era grave, ma oggi è diventata davvero una violazione ai diritti fondamentali della persona. La maggior parte dei posti di salute (l'attendimento di base alla popolazione) sono stati chiusi e anche l'unico ospedale e il pronto soccorso lavora a ritmi decimati e la notte praticamente chiude. Immaginate 100.000 persone senza la possibilità di fare una visita medica o un esame. La nostra vicina sta ospitando una donna che ha appena partorito e che è disperata perché non è sicura che nella nursery le abbiano dato il bambino giusto, visto che il giorno prima era uno diverso. Per quanto scioccante possa essere davvero qui è una cosa comune negli ospedali pubblici. Per questo, anche se molti ci criticano dicendo che questo non è il ruolo della Chiesa, domani abbiamo organizzato una manifestazione nel municipio per leggere una carta aperta e chiedere una rapida azione di recupero. Adesso dobbiamo proprio salutarvi, che siamo già in ritardo per la riunione di comunità. Vi mandiamo i nostri più cari saluti e vi ringraziamo per il sostegno e la fiducia che da sempre ci fate sentire. Con affetto, Ilaria e Federico Aggiungi un commento |










