| Saluti dal Brasile |
| Brasile |
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(e-mail del 26 giugno 2010)
Carissimi amici di Venegono,
non volevamo perdere l'occasione del vostro ultimo incontro per salutarvi e sentirci un pochino lì con voi. Noi stiamo bene, il portoghese ancora ci fa dannare, ma questo non ci impedisce di partecipare a mille riunioni e correre tutto il giorno tra una comunità e l'altra. In questi giorni siamo a servizio della comunità di São João, che sta festeggiando il patrono con quattro serate di festa. Stiamo accompagnando i giovani della comunità, e stiamo facendo insieme a loro i camerieri! A parte questo, i primi tre mesi già sono passati. Federico ha già fatto in tempo a prendersi la dengue (ma ora è guarito!) e io ho un po' di nostalgia di casa e di tutti gli amici. Essere in due, per quanto ci unisca come coppia, sta un po' rallentando il nostro inserimento, nel senso che ci fa essere un po' meno dipendenti dagli altri e anche dall'esterno ci rende un po' meno accessibili. Con la comunità comboniana ci troviamo bene, ma dobbiamo procedere con calma per non scombinare i loro equilibri e essere pazienti perché tutti ci accettino come membri della comunità. Qui in Açailândia ci sono due padri (Dario e Pedro) e due fratelli (Antonio e Policarpo), che abitano in due case diverse (una nel centro vicino alla chiesa parrocchiale e l’altra nel quartiere periferico dove ci sono le siderurgiche). C’è anche un laico comboniano spagnolo (Xoancar) sposato con una brasiliana (Dida). Purtroppo con loro non siamo ancora riusciti ad instaurare un relazione solida a causa del loro lavoro a tempo pieno nella "Casa Familiar Rural" (una scuola superiore tipo un istituto agrario, residenziale) che è fuori città. Al momento ci rendiamo conto che stiamo facendo un po' fatica a trovare il nostro modo di stare qui come famiglia, sogniamo di poter vivere un modo diverso da quello dei padri e dei fratelli per relazionarci con le persone di qua, ma c’è bisogno di tempo e di capire meglio questa realtà.
Açailândia ha celebrato due settimane fa il ventinovesimo anniversario del municipio. Fino a cinquant'anni fa qui c'erano solo foresta e indios nomadi. Poi sono arrivate le motoseghe e i flussi migratori da tutto il paese. Lavoro schiavo in fazendas sperse e lontane da tutto e un modello di società feudale che ancora oggi perdura nell'assoluta mancanza dell'idea di diritto. Le persone più semplici vendono il loro voto al migliore offerente e sono completamente rassegnate alla corruzione strutturale. È vissuto come un fatto completamente naturale e immutabile che chiunque arrivi al potere usi la sua posizione per arricchirsi, appropriandosi dei soldi destinati a educazione e sanità. Per darvi un’idea: 100.000 abitanti della città, altri 30.000 dell'area rurale e un solo pronto soccorso dove riceve un medico. La situazione dell'istruzione è forse peggiore, classi di 40 bambini che stanno iniziando in questi giorni la scuola dopo 6 mesi di “vacanza” a causa di riforme delle strutture e mancanza di professori... ma con questo vi tediamo un altro giorno. La settimana scorsa una visita del consiglio provinciale comboniano ha finalmente chiuso il nostro periodo di ambientamento e ha definito meglio i nostri impegni: Federico si occuperà della divulgazione della campagna Justiça nos Trilhos nel corridoio del Carajas e supporterà Policarpo, nella pastorale giovanile. Ilaria invece si dedicherà alla coordinazione del progetto di formazione giovanile "Ponto de Cultura" (si tratta di un grande progetto, di tre anni, di formazione sulla comunicazione alternativa e che tra i vari obiettivi ha anche la costruzione di una radio comunitaria nel quartiere industriale di Piquià) nei ritagli di tempo collaboreremo entrambi alla formazione del Centro Socio Pastorale di Piquià. Vi ricordiamo spesso e ci sentiamo vicini a voi, anche grazie al vostro scambio di mail che ancora ci arriva, e vi siamo davvero grati per il supporto (morale e materiale!!!!). Scusate se fino ad ora non siamo riusciti a farci sentire molto, ma le emozioni sono così tante e ingarbugliate che è difficile fare un po' di ordine e metterle per iscritto... vi abbracciamo, Ilaria e Federico Caixa postal 62 65906-970 Açailândia, MA (Brasil)
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