Venegono
Luogo /
Casa comboniana di riferimento
Venegono Superiore (VA)
Origini / Data di "nascita" GIM / Settembre 2005
Composizione del gruppo Una ventina di persone. In prevalenza giovani famiglie con bimbi
Cammino di spiritualità / Preghiera Una volta al mese (da ottobre a giugno) una giornata di ascolto, preghiera e condivisione
Attività / Impegni condivisi Combinazione Onlus è l'associazione nata nell'ottobre del 2007 come strumento per l'azione sul territorio: animazione liturgica con il korocombo, formazione alla mondialità, agli stili di vita sostenibili e alla missionarietà. L'associazione, inoltre, sostiene economicamente alcuni progetti in Italia e nel Sud del mondo


Convivenza a Malnate, 29 aprile - 1° maggio 2012
Venegono
Programma

domenica 29


pomeriggio: approfondimento sul Comboni
sera: veglia di preghiera


lunedì 30

mattina: preghiera
mattina e pomeriggio: Lettura popolare della Bibbia: 3° segno di Giovanni (Gv 5,1-18)
visione del cortometraggio “Il Circo della Farfalla
sera: preghiera


martedì 1


mattina: preghiera
due gruppi di lavoro sull'identità dei laici missionari comboniani


convivenza_malnate

 
Incontro 25 marzo 2012
Venegono
Preghiera del mattino


Canone di Taizé:

La ténèbre n'est point ténèbre devant toi.
La nuit comme le jour est lumière.


Salmo: Il coraggio di cambiare

Signore eccoti qui, che trasformi l’acqua in vino.
Ma non ti accontenti: tu vuoi fare le cose in grande!
Quest’acqua che è il nostro passato, la nostra certezza
la trasformi in “vino buono”.

Se fosse così facile cambiare le abitudini!
Se fosse così facile lasciarsi dietro il nostro passato,
quello in cui abbiamo creduto e confidato.
Ma siamo pronti Signore ad aprire il nostro cuore?

Il tempo mi sfugge di mano,
e io sono ad un bivio: che strada prendere?
Le scelta sembra facile, ma ho paura!
Lasciare la via che conosco mi spaventa. Ho bisogno di Te.

Perché sì, io mi fido di Te. Un po’ meno di me.
Soprattutto in questo momento…
Cosa vuoi dirmi Signore? Sarò capace di affrontare
questi istanti di dolore… per lui… per tutti noi?

Come rispondi a chi ti ama e sta soffrendo,
ma che ti dice: “Sono pronto, ma ho paura”?
Anche io ho paura. È cambiato tutto:
prima era lui a darmi fiducia, coraggio.

Ma quello che forse vuoi dirmi è:
“Questa è la tua vita e non basta solo partecipare, devi viverla”.
Per farlo è necessario cambiare.
O accettare il cambiamento.

Aiutami a trovare delle alternative
alla paura che blocca le mie decisioni.
Aiutami ad avere il coraggio di cambiare.
Aiutami a credere: in Te, negli altri e in me.
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Incontro 29 gennaio 2012 - drammatizzazione
Venegono
DRAMMATIZZAZIONE DAL LIBRO DI GIUDITTA


Quando Giuditta ebbe cessato di supplicare il Dio d'Israele ed ebbe terminato di pronunciare tutte queste parole, si alzò da terra, chiamò la sua ancella e scese nella casa dove usava passare i giorni dei sabati e le feste. Qui si tolse il cilicio di cui era rivestita, depose le vesti della sua vedovanza, si lavò il corpo con acqua e lo unse con profumo denso; spartì i capelli del capo e vi impose il diadema. Poi indossò gli abiti da festa, che aveva usato quando era vivo suo marito Manasse. Si mise i sandali ai piedi, cinse le collane e infilò i braccialetti, gli anelli e gli orecchini e ogni altro ornamento che aveva e si rese molto bella, tanto da sedurre qualunque uomo l'avesse vista.
Poi affidò alla sua ancella un otre di vino e un'ampolla d'olio; riempì anche una bisaccia di farina tostata, di fichi secchi e di pani puri e, fatto un involto di tutte queste provviste, glielo mise sulle spalle. Allora uscirono verso la porta della città di Betùlia...
(Gdt 10,1-6)

Musica 1


A: Eccoci alle porte della città. Gli anziani ci guardano… due donne verso un esercito. Qualcuno è timoroso, qualcuno fiducioso… qualcuno, lo vedo, è invidioso. Io porto con me un unico sentimento: Fiducia! Fiducia in quello che possiamo fare, fiducia verso la mia compagna qui al mio fianco, fiducia in me stessa piccola e indifesa, fiducia in quel Dio che si è manifestato e ci sta dicendo: “CORAGGIO, ABBI FEDE”.

G: Mentre mi allontano guardo le luci della mia amata città. È per questo, oh Dio, che ci hai fatto nascere donna? Perché potessimo compiere il tuo volere? Guardaci: una schiava e la sua regina pronte per la missione. Se fosse più semplice quello che ci chiedi, se le mie gambe non tremassero ad ogni passo, se il mio cuore non palpitasse così forte… temo che il nemico lì di fronte a noi possa accorgersi del mio timore…

A: Rivedo ancora le loro facce appena siamo uscite da quella casa. Non c’era un solo sguardo che non fosse rivolto a noi. Il potere della bellezza di una donna, il fascino che possiamo trasmettere, l’amore che suscitiamo… sarà sufficiente questo per sconfiggere un esercito?

G: Ho un dubbio, da quando siamo partite, che non mi lascia tranquilla. Quello che stiamo per fare è… davvero la Tua volontà o un estremo tentativo per non sentirci schiavi? Perdona, Signore, la mia titubanza. Abbi pietà di me, umile serva nelle Tue mani. Concedimi quella serenità che solo il tuo amore può darmi.

A: Hanno avuto un gran coraggio a sfidare Dio! Se Dio non farà come loro dicono entro cinque giorni… se Dio… Ma Dio non è come un uomo che gli si possano fare minacce e pressioni!

G: Se fosse stata davvero la Tua volontà quella di attendere e di arrendersi… ma sei stato chiaro con la Tua serva: Tu non sei il Dio che punisce e che si fa supplicare. Tu sei il Dio che ama, il Dio che crede nei propri figli, il Dio che libera! Il Dio che si manifesta attraverso i più deboli!

A: Eccoci, figlie degli Ebrei che fuggono da loro,

G: essi stanno per essere consegnati in vostra balìa.

A: Io quindi vengo alla presenza di Oloferne, comandante supremo dei vostri eserciti,

G: per rivolgergli parole di verità.

A: Vi mostrerò la strada per cui potrà passare e impadronirsi di tutti questi monti

G: senza che perisca uno solo dei suoi uomini.
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Incontro 29 gennaio 2012 - preghiera
Venegono
Preghiera del mattino

 

Salmo 126
Il fondamento della vita

Se il fondamento di una famiglia non è l'amore,
serve a poco costruirsi una bella casa.
Se il fondamento di una comunità non è la fede,
serve a poco fare grandi progetti e iniziative.

È vano affannarsi per il guadagno
o fare un doppio lavoro;
serve solo a rincorrere l'illusione
di un vivere valutato sui soldi.

Il senso vero della vita Dio lo sa dare,
e molto spesso lo intuisce
proprio chi è povero e nella disgrazia,
chi è mite ed umile di cuore.

Amarsi fra persone, capirsi,
dialogare in fiducia e pazienza
fra sposi e con i figli
questo è fonte di sicurezza per un uomo.

Felice chi l'ha capito e lo vive;
non avrà paure per il futuro.
Questa sarà la sua forza
di fronte a qualunque difficoltà.

(Da Salmi d'oggi, Sergio Carrarini)

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