Iniziative e Campagne

Fermiamo i signori della guerra

I laici missionari comboniani hanno aderito al seguente appello di p. Alex Zanotelli e invitano a firmare online.

Trovo vergognosa l’indifferenza con cui noi assistiamo a una ‘guerra mondiale a pezzetti’, a una carneficina spaventosa come quella in Siria, a un attacco missilistico da parte di Trump contro la base militare di Shayrat in Siria, ora allo sgancio della super bomba GBU-43 (la madre di tutte le bombe) in Afghanistan e a un’incombente minaccia nucleare.
L’Italia, secondo l’Osservatorio sulle spese militari italiane (Mil€x), arriverà a spendere quest’anno 23 miliardi di euro in armi (l’1,18% del PIL) che significa 64 milioni di euro al giorno! Ora Trump, che porterà il bilancio militare USA a 700 miliardi di dollari, sta premendo perché l’Italia arrivi al 2% del PIL che significherebbe 100 milioni di euro al giorno. “Pronti a rivedere le spese militari – ha risposto il Ministro della Difesa Roberta Pinotti – come ce lo chiede l’America”. La Pinotti ha anche annunciato che vuole realizzare il Pentagono italiano a Centocelle (Roma), dove sorgerà una nuova struttura con i vertici di tutte le Forze Armate. Il nostro Ministro della Difesa ha inoltre preparato il Libro Bianco della Difesa in cui si afferma che l’Italia andrà in guerra ovunque i suoi interessi vitali saranno minacciati. È un autentico golpe democratico che cancella l’articolo 11 della Costituzione. Dobbiamo appellarci al Parlamento italiano perché non lo approvi.

Non calpestiamo le persone!

L’immigrazione è un fenomeno complesso. Soluzioni affrettate possono tradire i principi cardine della civiltà giuridica dell’Unione Europea, violando la base democratica sulla quale si fonda la pacifica convivenza di cittadini e cittadine.

Il telegramma del Direttore della Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, inviato il 26 gennaio alle Questure d’Italia, per individuare 95 uomini e donne, purché di nazionalità nigeriana, “da espellere e rimpatriare” lo dimostra. L’espulsione collettiva, per di più in base alla nazionalità, è vietata dalla legge*, e l’Italia è stata già condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per trattenimenti illegittimi nei CIE e per l’assenza di tutela legale: in data 06/10/2016 è stata pubblicata la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel caso Richmond Yaw e altri.
La presenza eventualmente irregolare di chiunque va valutata caso per caso. Per donne nigeriane in particolare, visto che molte (ne arrivano sempre più di giovanissime) possono essere vittime di tratta, e per questo maggiormente bisognose di tutela.

Appello per un’Europa solidale

I laici missionari comboniani hanno aderito al seguente appello e invitano a firmare online sul sito www.europeofsolidarity.eu.

Come ribadiscono l’UNHCR e Amnesty International, nel mondo ci sono 60 milioni di profughi, di questi solo 19,5 milioni lasciano il proprio Paese e l’86% di questi ultimi è ospite presso le regioni più povere del pianeta. L’impatto più significativo di questa crisi non si fa sentire in Europa, ma in Paesi come il Libano, con un milione di rifugiati, la Turchia, il Pakistan e l’Iran. In Europa vediamo profilarsi iniziative di chiusura molto lontane da quel sogno di Europa dei popoli, da quel sogno di Robert Schuman di Continente in grado di essere solidale con il resto del mondo. E siamo coscienti che paradossalmente i nostri Paesi sono corresponsabili di molte delle situazioni che spingono le persone a lasciare le loro case, siano queste rifugiati o migranti economici.

Fermiamo la spirale

Esprimiamo profonda solidarietà alle vittime e ai familiari dell’attacco terroristico di Parigi. Ci stringiamo a tutta la popolazione francese per il dolore e il lutto che ha subito, ma non scordiamo l’angoscia in cui sono quotidianamente immersi popoli come quello siriano, iracheno o nigeriano. Condanniamo nel modo più netto e deciso la follia distruttiva della violenza e del terrore che attraversa il Mediterraneo, l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa.
La guerra è dentro le nostre società. È dentro il nostro quotidiano. È dentro il nostro modello di sviluppo. La nostra società si arricchisce con la produzione di armi che servono per fare le guerre che poi condanniamo e che vorremmo reprimere con nuove armi e nuove guerre. Una spirale che va fermata e sostituita con una diversa idea di società e di convivenza universale, fondata sugli stessi valori che sono stati brutalmente attaccati in Francia: libertà, uguaglianza, fratellanza.

Un altro mondo è possibile

18 marzo 2015. Il telegiornale trasmette la notizia di un attentato terroristico nella città di Tunisi presso il Museo del Bardo. Un colpo ai danni dell’economia di una città e di un Paese risvegliati da una primavera che rivendica valori di pace, giustizia e solidarietà. Ancora una volta, un colpo ai danni di persone innocenti.
Una settimana dopo. L’aereo da Palermo-Punta Raisi a Tunisi-Cartagine prende il volo e con esso un laico e una laica comboniani di Palermo che hanno deciso di partecipare al World Social Forum (WSF) e di rimanere accanto al popolo tunisino, dispiaciuto per l’accaduto e pieno di speranza per il futuro.
Giunto alla sua quinta edizione, il WSF quest’anno ha proposto il tema dignità e diritti con lo slogan Un altro mondo è possibile. Dal 24 al 28 marzo sono state chiamate a raccolta 4300 organizzazioni provenienti da varie parti del mondo, in particolare dal Maghreb e dal Medio Oriente, per discutere su argomenti quali: diritti e dignità umani, pace e democrazia, migrazione e cittadinanza, ambiente e sviluppo sostenibile, giustizia sociale, uguaglianza, istruzione, lavoro, salute, libertà di espressione. Gli incontri hanno avuto luogo presso il Campus Farhat Hached El Manar in cui ha sede l’Università di Tunisi sotto forma di seminari, workshop, dibattiti.

Messaggio comboniano dal Forum Sociale Mondiale 2015

ESSERE PRIMAVERA NELLA CHIESA E NEL MONDO DI OGGI


Dopo due anni il Forum Sociale Mondiale (FSM) è tornato a Tunisi, in un contesto di crescente instabilità e violenza nei Paesi nordafricani e del Medio Oriente. Ha voluto essere un segno di pace e di speranza nel processo della primavera araba, minacciato dal terrorismo e dal rischio di essere snaturato dal fondamentalismo religioso e da governi repressivi. Ha dichiarato il ripudio di “ogni forma di terrorismo”, incluse l’arroganza del militarismo e la violenza sistematica di un’economia che uccide.
Il Forum ha trovato l’accoglienza riconoscente di un popolo in un processo di emancipazione che vede protagonisti i giovani e le donne.

Cammino di Santiago per giovani europei

Organizzato dalla Famiglia Missionaria Comboniana si svolgerà dal 3 all’11 agosto 2014.
Esso consiste nel percorrere a piedi il tratto di Camino che va da Sarria a Santiago de Compostela (120 km), e vede la partecipazione di giovani provenienti da diverse parti d’Europa. Non sarà un semplice trekking ma anche un cammino di ascolto, discussione, riflessione, in cui la Parola di Dio vi occupa un gran posto.

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Il coraggio della speranza nell’Africa di ieri e di oggi

Due parole chiave: coraggio e speranza. Il coraggio di guardare in faccia la realtà denunciandone lo stato di degrado sociale generale e di essere onesti nei confronti di quanti desiderano ricevere informazioni su un’Africa quanto mai vicina a noi e la speranza che nasce proprio da questo momento di crisi identitaria, culturale, politica, economica e, non ultimo, storica attraverso un’azione politica che chiama in campo quanti desiderano cambiare lo stato delle cose.

Attraverso le parole di p. Alex viene trasmesso l’insegnamento del Comboni secondo cui «è dal Crocifisso che nasce la speranza», cioè dai popoli calpestati da un sistema avido di denaro e incurante delle ricadute negative che esso sta procurando all’intero pianeta.

A queste parole chiave se ne aggiunge una terza: Africa. Africa come madre di tutti i popoli con la quale non condividiamo lo stesso passato, bensì lo stesso avvenire. Africa come terra violentata, espropriata, calpestata da grandi uomini manovrati dai giochi della finanza, ma nello stesso tempo culla di un’umanità che celebra la vita e che grida al resto del mondo che occorre tornare alle origini, quando l’acqua della vita non era ancora stata sporcata e gli indigeni danzavano per fare festa, raccontarsi e ringraziare per il raccolto nei campi andato a buon fine.

Il coraggio della speranza nell’Africa di ieri e di oggi

Alla Tavola rotonda saranno presenti: padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, giornalista e promotore di denunce di politiche torbide nei confronti dell’Africa, ma soprattutto missionario in Africa per tanti anni; Jean-Léonard Touadi, parlamentare, giornalista e professore affermato in politiche internazionali, originario del Congo Brazzaville. Modererà la tavola rotonda Salvo Vaccaro, professore di Filosofia politica all’Università di Palermo.


Quest’anno ricorre il decimo anniversario della canonizzazione di S. Daniele Comboni. Il 5 ottobre 2003 Comboni è stato proclamato Santo e proposto come testimone missionario esemplare da seguire, in particolare per il suo sconfinato amore all’Africa. Sia Giovanni Paolo II che l’ha canonizzato, sia Benedetto XVI, lo hanno dichiarato patrono dell’Africa.

La tre giorni di Lampedusa

Lo scorso 3 ottobre, a poche miglia dall’isola di Lampedusa, 368 donne, uomini e bambini hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa.
A pochi giorni di distanza, nelle stesse acque, altre centinaia di persone provenienti dalla Siria sono state inghiottite dal mare.
Sono solo alcune tra le migliaia di vittime causate dalle frontiere europee: circa ventimila negli ultimi venticinque anni.

Per dire no a tutto questo dal 31 gennaio al 2 febbraio 2014 ci siamo ritrovati sull’isola di Lampedusa per scrivere LA CARTA DI LAMPEDUSA: per un diritto, scritto dal basso. Un diritto alla vita che metta al primo posto le persone, la loro dignità, i loro desideri e le loro speranze; un diritto che nessuna istituzione oggi riesce a garantire, un diritto da difendere e conquistare, un diritto di tutti e per tutti.