Palermo

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Arrivano i (pre)potenti della terra con il carico di morte sulle spalle

Il 26 e 27 Maggio Taormina sarà occupata dai (pre)potenti. Il noto paese del messinese sarà in quei giorni teatro del G7 ed ospiterà Trump, Merkel, Macron oltre a Gentiloni e gli altri.
Arroccati nel famoso gioiello turistico trasformato in fortezza inespugnabile, i cosiddetti “grandi” parleranno dei muri fisici innalzati nell’Unione Europea e negli USA di Trump. Così come si discuterà dei “muri formali” (non meno brutali): le leggi in materia di immigrazione, Minniti-Orlando in testa.
Non è certamente un caso che ne parlino in Sicilia, crocevia del Mediterraneo e colonia militare, sede di avamposti strategici come il Muos di Niscemi (che con le radiazioni sta rovinando la salute alle popolazioni locali) e le basi di Sigonella e di Birgi. Sarà qui che proveranno a mettere a punto le strategie di guerra contro il terrorismo e l’immigrazione, quest’ultima gestita dall’agenzia europea Frontex che ha sede a Catania.

Un altro mondo è possibile

18 marzo 2015. Il telegiornale trasmette la notizia di un attentato terroristico nella città di Tunisi presso il Museo del Bardo. Un colpo ai danni dell’economia di una città e di un Paese risvegliati da una primavera che rivendica valori di pace, giustizia e solidarietà. Ancora una volta, un colpo ai danni di persone innocenti.
Una settimana dopo. L’aereo da Palermo-Punta Raisi a Tunisi-Cartagine prende il volo e con esso un laico e una laica comboniani di Palermo che hanno deciso di partecipare al World Social Forum (WSF) e di rimanere accanto al popolo tunisino, dispiaciuto per l’accaduto e pieno di speranza per il futuro.
Giunto alla sua quinta edizione, il WSF quest’anno ha proposto il tema dignità e diritti con lo slogan Un altro mondo è possibile. Dal 24 al 28 marzo sono state chiamate a raccolta 4300 organizzazioni provenienti da varie parti del mondo, in particolare dal Maghreb e dal Medio Oriente, per discutere su argomenti quali: diritti e dignità umani, pace e democrazia, migrazione e cittadinanza, ambiente e sviluppo sostenibile, giustizia sociale, uguaglianza, istruzione, lavoro, salute, libertà di espressione. Gli incontri hanno avuto luogo presso il Campus Farhat Hached El Manar in cui ha sede l’Università di Tunisi sotto forma di seminari, workshop, dibattiti.

La casa si riempì della fragranza di profumo

Vitalità, creatività, energia, affettività, trascendenza: 5 essenze che parlano e ci parlano di adolescenza e giovinezza, una stagione del ciclo vitale carica di futuro e bellezza.

Da quest’anno la nostra “casa comunitaria” si è aperta a questa fragranza di profumo che emanano tante ragazze e ragazzi del nostro tempo. Come famiglia comboniana abbiamo intrapreso il nostro viaggio missionario desiderosi di scoprire, conoscere e incontrare una porzione piccola ma significativa della realtà giovanile. Abbiamo iniziato un percorso che proponiamo ad adolescenti e giovani interessati a riflettere sulla vita, e su quanto di bello c’è in essa e da essa emana.

Il percorso è composto di tre aspetti: umano, spirituale e storico.

Ci regaliamo un tempo per approfondire queste dimensioni della nostra vita.

  • La dimensione umana: conoscere se stessi/e, soprattutto le proprie fragilità per arrivare poi a vedere le potenzialità, spesso nascoste, della propria personalità, attraverso semplici strumenti come esercizi di autoconoscenza, lavori di gruppo, momenti personali di incontro con se stessi.
  • La dimensione spirituale: è una spiritualità che ci libera dagli idoli (le false immagini di Dio) e ci colloca con semplicità ai bordi della strada, quella attraversata ancora una volta da Gesù. Sperimentare la tenerezza e la misericordia di Dio nella propria vita ci rimette in piedi per continuare a camminare accanto a chi soffre.
  • La dimensione storica: leggere criticamente la realtà. Partendo da una crescita umana e spirituale siamo spinti alla ricerca di strutture sociali, politiche ed economiche più umane come annuncio e manifestazione del Regno di Dio nella storia. Questo comporta un impegno a collocare la propria vita a servizio del Regno.

Il nido nelle mani di Dio

Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!” (Mt 10,31)

Ogni volta di fronte a queste parole, si resta “senza parole”. Un Dio che si prende cura dei passeri, che conta i capelli del nostro capo.
Stupore e dolcezza, meraviglia e tenerezza!
Eppure basta aprire un quotidiano, ascoltare un telegiornale per vedere che tanti “passeri” hanno ancora il volo spezzato, tanti bambini continuano a morire.
Dio dove sei?
Dio vive il dramma di coloro che gli stanno a cuore. Il dramma è nostro ma anche di Dio.
Dio sa, Dio è presente, è accanto. Altri sono quelli che drizzano croci, altri sono quelli che liberamente abbattono uomini e speranze. Dio sa e soffre insieme e vive accanto.
Dio può tutto, certo. Ma Dio è amore, e allora può solo ciò che l’amore può.
L’amore non può togliere la libertà, l’amore non può costringere, l’amore non può fare paura.
Dio sa, Dio è presente, è ai piedi delle croci, ma non schioda dal legno. Moltiplica il coraggio. Dio non elimina gli uccisori dei corpi, dice che qualcosa vale più del corpo. Non ci tira fuori dalla tempesta, ci dà energia per continuare a remare dentro la tempesta.
E noi proseguiamo sulle vie di un mondo barbaro e magnifico non per i prodigi di Dio, che pure ci sono, ma per il miracolo di una speranza più forte della tomba, per il miracolo di amori che non si arrendono, per coloro che sanno di avere il nido nelle mani di Dio.
Ci saranno tempeste e notti, ci sarà anche la morte, ma so che dopo ritroverò le mani di Dio.

Il coraggio della speranza nell’Africa di ieri e di oggi

Due parole chiave: coraggio e speranza. Il coraggio di guardare in faccia la realtà denunciandone lo stato di degrado sociale generale e di essere onesti nei confronti di quanti desiderano ricevere informazioni su un’Africa quanto mai vicina a noi e la speranza che nasce proprio da questo momento di crisi identitaria, culturale, politica, economica e, non ultimo, storica attraverso un’azione politica che chiama in campo quanti desiderano cambiare lo stato delle cose.

Attraverso le parole di p. Alex viene trasmesso l’insegnamento del Comboni secondo cui «è dal Crocifisso che nasce la speranza», cioè dai popoli calpestati da un sistema avido di denaro e incurante delle ricadute negative che esso sta procurando all’intero pianeta.

A queste parole chiave se ne aggiunge una terza: Africa. Africa come madre di tutti i popoli con la quale non condividiamo lo stesso passato, bensì lo stesso avvenire. Africa come terra violentata, espropriata, calpestata da grandi uomini manovrati dai giochi della finanza, ma nello stesso tempo culla di un’umanità che celebra la vita e che grida al resto del mondo che occorre tornare alle origini, quando l’acqua della vita non era ancora stata sporcata e gli indigeni danzavano per fare festa, raccontarsi e ringraziare per il raccolto nei campi andato a buon fine.

Il coraggio della speranza nell’Africa di ieri e di oggi

Alla Tavola rotonda saranno presenti: padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, giornalista e promotore di denunce di politiche torbide nei confronti dell’Africa, ma soprattutto missionario in Africa per tanti anni; Jean-Léonard Touadi, parlamentare, giornalista e professore affermato in politiche internazionali, originario del Congo Brazzaville. Modererà la tavola rotonda Salvo Vaccaro, professore di Filosofia politica all’Università di Palermo.


Quest’anno ricorre il decimo anniversario della canonizzazione di S. Daniele Comboni. Il 5 ottobre 2003 Comboni è stato proclamato Santo e proposto come testimone missionario esemplare da seguire, in particolare per il suo sconfinato amore all’Africa. Sia Giovanni Paolo II che l’ha canonizzato, sia Benedetto XVI, lo hanno dichiarato patrono dell’Africa.

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