Bari

Incontro 14 aprile 2018

LA GIOIA


Preghiera


Dal Vangelo secondo Luca (24,50-53)

[Dopo la Resurrezione Gesù condusse gli apostoli] fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

 

Dai discorsi di papa Francesco (Messa del 10/05/2013 nella Cappella di Casa Santa Marta)

[…] La gioia è un dono del Signore. Ci riempie da dentro. È come un’unzione dello Spirito. […] Questa gioia è nella sicurezza che Gesù è con noi. […] Ma è una sicurezza […] che possiamo imbottigliare per averla sempre con noi? No, perché se vogliamo avere questa gioia soltanto per noi, alla fine si ammala e il nostro cuore diviene un po’ stropicciato e la nostra faccia non trasmette quella gioia grande ma quella nostalgia, quella malinconia che non è sana. Alcune volte questi cristiani malinconici hanno più faccia da peperoncini all’aceto e non quella di chi è gioioso e ha una vita bella. […] La gioia non si può fermare: deve andare avanti perché è una virtù pellegrina. È un dono che cammina, che cammina sulla strada della vita, cammina con Gesù: predicare, annunziare Gesù, la gioia, allunga la strada e allarga la strada. Ed è una virtù di quei grandi che sono al di sopra delle pochezze, che sono al di sopra di queste piccolezze umane, che non si lasciano coinvolgere in quelle piccole cose interne della comunità, della Chiesa; guardano sempre all’orizzonte. La gioia è una virtù del cammino. Sant’Agostino diceva: “Canta e cammina!”. Questa è la gioia del cristiano: il cristiano canta con la gioia, e cammina, e porta questa gioia. Anche questa gioia alcune volte è un po’ nascosta dalla croce, ma canta e cammina. Sa lodare Dio come gli apostoli quando sono tornati dal monte, dopo l’Ascensione di Gesù. La gioia è il dono che ci porta alla virtù della magnanimità. Il cristiano è magnanimo, non può essere pusillanime: è magnanimo. E proprio la magnanimità è la virtù del respiro, è la virtù di andare sempre avanti, ma con quello spirito pieno dello Spirito Santo.

Incontro 4 marzo 2018

PREGHIERA

 

Introduzione

La Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri in programma ogni anno il 24 marzo, giorno del martirio del vescovo salvadoregno Óscar Romero, è occasione per tutti i cristiani, non solo di ricordare quanti hanno perso la vita a causa del Vangelo ma soprattutto per comprendere sempre più che la Martyria, cioè la testimonianza, riguarda ognuno di noi. Una fede muta, che non annuncia e che non testimonia l’amore di Dio, è una fede sterile, incapace di generare vita.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,18-21)

Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.

Incontro 4 febbraio 2018

LA CROCE

Dagli scritti di Comboni

[6337] Le opere di Dio devono sempre nascere appiè del Calvario. La Croce, le contraddizioni, gli ostacoli, il sacrificio sono il contrassegno ordinario della santità di un’opera; ed è per questa via seminata di triboli e spine, che le opere di Dio si sviluppano, prosperano, e raggiungono la loro perfezione e trionfo. Questa è l’amorosa e sapiente economia della Provvidenza divina, pienamente confermata dalla storia della Chiesa e di tutte le Missioni Apostoliche della terra, la quale dimostra a caratteri della più splendida verità, che mai fu piantata in verun regno ed in nessun luogo la vera religione di Gesù Cristo, senza i più duri sacrifizi, le più fiere contraddizioni, ed il martirio. E la ragione è evidentissima; perché tutte le Opere di Dio tendendo per loro natura a distruggere nel mondo il regno di satana, per sostituirvi il salutifero vessillo della Croce, il principe delle tenebre deve necessariamente commuoversi, dimenarsi, divincolarsi, e suscitare tutte le potenze d’abisso, e tutte le funeste passioni de’ suoi ausiliari del mondo, per combattere a sua volta il suo formidabile ed eterno nemico, cioè, Gesù Cristo Redentore del genere umano, affine di resistergli, combatterlo e conquiderlo.

Incontro 25 novembre 2017

AFRICA: IL CONTINENTE FATTO A FORMA DI CUORE

La croce in Africa

Il missionario è un testimone di Cristo morto e risorto. La croce del dolore lascia intravedere la luce della risurrezione. La missione in Africa è stata segnata dalla croce e dal martirio per poter annunciare che nel dolore di tutti i giorni Cristo è il protagonista della storia di ogni persona e di ogni popolo.
Il continente africano è stato toccato dalla croce e non si potrà mai capire se non alla luce di Cristo crocifisso e risorto.
L’Africa è stata sempre provocata, invitata a prendere parte nel piano di salvezza di Dio, una salvezza che deve passare necessariamente attraverso la croce e la morte. L’Africa è oggi come il simbolo della sofferenza di Dio in un mondo senza Dio. Soltanto alla luce di Cristo, morto e risorto, l’Africa può ritrovare il vero senso della vita, poiché «la Redenzione, avvenuta per mezzo della Croce, ha ridato definitivamente all’uomo la dignità e il senso della sua esistenza nel mondo» (Redemptor Hominis 10).
Il missionario che va in Africa, ha bisogno di capire che Dio domanda all’Africa di prendere parte alla sua sofferenza, alla sua croce e alla sua morte per salvare l’umanità. La sofferenza, trasformata in donazione di amore, è sempre feconda.
Questa volontà di Dio di associare l’Africa alla sua sofferenza per rinnovare il mondo, che conosce una grave crisi dei valori morali e nei suoi rapporti con Dio, è di sempre. È dall’Africa che parte l’Esodo di Mosè e del popolo d’Israele, intraprendendo il lungo cammino di Dio con l’uomo verso la montagna dell’Alleanza tra Dio e l’umanità (cfr. Es 1-20). È l’Africa che protegge Gesù Bambino dalla furia criminale di Erode il Grande (cfr. Mt 2,13-23). È un africano, “un certo Simone, originario di Cirene”, che aiuta Gesù a portare la croce (Mt 27,32; cfr. Ecclesia in Africa 27). È nella croce di Cristo, dove le due parti nemiche dell’umanità, divise, sono riconciliate “in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia” (Ef 2,16). La vittoria sulla morte e sul peccato si trova nella croce di Cristo (cfr. 1Cor 15,55-57).
Il nome di ogni africano è trascritto «sulle palme delle mani di Cristo, trafitte dai chiodi della crocifissione» (Ecclesia in Africa 143).

Incontri e impegni – settembre 2017

INCONTRI

- lunedì 11 ore 19,00: Messa missionaria, al termine della quale ascolteremo le testimonianze dei giovani che hanno partecipato ad alcuni campi estivi organizzati dalla famiglia comboniana. A seguire: cena condivisa.

- domenica 24 ore 10,30: Festa degli amici dei Missionari Comboniani, giornata comunitaria aperta a tutti i frequentanti (giovani e adulti) e benefattori della Casa Comboniana di Bari (messa, pranzo, testimonianze).

- sabato 30 ore 16,30: Incontro di gruppo. Tema della catechesi: Carità e giustizia. Racconto dell’Assemblea nazionale dei LMC. A seguire: programmazione del cammino di gruppo 2017-2018, messa e cena condivisa.

Incontri e impegni – giugno 2017

INCONTRI

- martedì 6 ore 18,30: Messa per il 50° anniversario di sacerdozio di padre Ottavio; a seguire: cena con cui saluteremo padre Ottavio in procinto di partire per un viaggio missionario in Messico.

- lunedì 12 ore 19,00: Messa missionaria mensile. A seguire: cena condivisa.

- domenica 9 luglio dalle ore 09,30 alle ore 17,00 presso l’Oasi francescana “De Lilla” a Bari (via Gentile, 92 – q.re Japigia): Incontro comunitario assieme ai gruppi “Cammino Giovani” e “Lettura Popolare della Bibbia”.

Incontro 27 maggio 2017

L’organizzazione dell’attività missionaria (Ad Gentes 28-30)

 

28. I cristiani, avendo carismi differenti (cfr Rm 12,6), devono collaborare alla causa del Vangelo, ciascuno secondo le sue possibilità, i suoi mezzi, il suo carisma e il suo ministero (cfr 1Cor 3,10). Tutti dunque, coloro che seminano e coloro che mietono (cfr Gv 4,37), coloro che piantano e coloro che irrigano, devono formare una cosa sola (cfr 1Cor 3,8), affinché «tendendo tutti in maniera libera e ordinata allo stesso scopo» indirizzino in piena unanimità le loro forze all’edificazione della Chiesa. Per tale ragione il lavoro dei messaggeri del Vangelo e l’aiuto degli altri cristiani vanno regolati e collegati in modo che «tutto avvenga in perfetto ordine» (cfr 1Cor 14,40) in tutti i settori dell’attività e della cooperazione missionaria.

29. Poiché il compito di annunciare dappertutto nel mondo il Vangelo riguarda primariamente il collegio episcopale il sinodo dei vescovi, cioè «la commissione permanente dei vescovi per la Chiesa universale», tra gli affari di importanza generale deve seguire con particolare sollecitudine l’attività missionaria, che è il dovere più alto e più sacro della Chiesa.
Per tutte le missioni e per tutta l’attività missionaria uno soltanto deve essere il dicastero competente, ossia quello di «Propaganda Fide», cui spetta di regolare e di coordinare in tutto quanto il mondo, sia l’opera missionaria in se stessa, sia la cooperazione missionaria, nel rispetto tuttavia del diritto delle Chiese orientali.

Incontri e impegni – maggio 2017

INCONTRI

- lunedì 8 ore 19,00: Messa missionaria. A seguire: cena condivisa.

- sabato 27 ore 16,30: Incontro di gruppo. Tema della catechesi: “L’organizzazione dell’animazione missionaria (Ad Gentes 28-30)”. A seguire: Messa e cena condivisa.

 

POSSIBILITÀ DI IMPEGNO

- Ambito di intervento animazione missionaria”:

venerdì 12 e sabato 13 in occasione de L’Altro Vertice – Molti più di 7: diffusione libri/riviste missionarie presso Parco 2 giugno a Bari (venerdì dalle ore 16,00 alle ore 24,00; sabato dalle ore 11,00 alle ore 13,00 e dalle ore 18,00 alle ore 24,00), secondo turnazioni da concordare.

sabato 13 e domenica 14: diffusione libri/riviste missionarie presso la parrocchia Santa Maria Assunta a Grumo Appula (sabato ore 19,00; domenica ore 8,00 – 10,00 – 11,15 – 19,00), secondo turnazioni da concordare.

venerdì 2, sabato 3, domenica 4 giugno in occasione della Festa dei Popoli – edizione di Bari: diffusione libri/riviste missionarie presso Parco Perotti a Bari dalle ore 18,00 alle ore 24,00, secondo turnazioni da concordare.

Incontro 29 aprile 2017

La formazione dei missionari (Ad Gentes 24-26)

 

Spiritualità missionaria

24. Alla chiamata di Dio l’uomo deve rispondere in maniera tale da vincolarsi del tutto all’opera evangelica, «senza prender consiglio dalla carne e dal sangue». Ed è impossibile dare una risposta a questa chiamata senza l’ispirazione e la forza dello Spirito Santo. Il missionario diventa infatti partecipe della vita e della missione di colui che «annientò se stesso, prendendo la natura di schiavo» (Fil 2,7); deve quindi esser pronto a mantenersi fedele per tutta la vita alla sua vocazione, a rinunciare a se stesso e a tutto quello che in precedenza possedeva in proprio, ed a «farsi tutto a tutti».
Annunziando il Vangelo ai pagani, deve far conoscere con fiducia il mistero del Cristo, del quale è ambasciatore: è in suo nome che deve avere il coraggio di parlare come è necessario, senza arrossire dello scandalo della croce. Seguendo l’esempio del suo Maestro, mite e umile di cuore, deve dimostrare che il suo giogo è soave e il suo peso leggero. Vivendo autenticamente il Vangelo, con la pazienza, con la longanimità, con la benignità, con la carità sincera, egli deve rendere testimonianza al suo Signore fino a spargere, se necessario, il suo sangue per lui. Virtù e fortezza egli chiederà a Dio, per riconoscere che nella lunga prova della tribolazione e della povertà profonda risiede l’abbondanza della gioia. E sia ben persuaso che è l’obbedienza la virtù distintiva del ministro di Cristo, il quale appunto con la sua obbedienza riscattò il genere umano.